Due varianti urbanistiche hanno nuovamente acceso il Consiglio comunale. La minoranza: «E’ un altro supermercato». E intanto a San Rocco…

I documenti che autorizzano lo spostamento della Lidl di Sant'Agabio e la trasformazione urbanistica in via Wild approvati con i soli voti della maggioranza. Per l'opposizione «ormai siamo ai centri di prossimità, mentre altre zone della città il commercio è desertificato»

Due varianti urbanistiche già passate in “prima lettura” alcuni mesi fa hanno ricevuto dal Consiglio comunale di martedì il loro ok definitivo, ma come nella precedente occasione unicamente con il voto della maggioranza. Si tratta di due provvedimenti, entranbi nel quartiere di Sant’Agabio, che l’assessore all’Urbanistica Valter Mattiuz ha “ereditato” da Elisabetta Franzoni riguardanti il progetto di riqualificazione e trasformazione urbanistica dell’area “ex Snam” (al termine del cavalcavia XXV Aprile e in prossimità delle vie Moncalvo e Giusti), zona dove in sostanza troverà la sua nuova sede la Lidl attualmente in via Casorati; e poi la trasformazione urbana di una piccola zona di via Wild.


Ancora una volta le posizioni politiche dei due schieramenti sono state decisamente radicali. Mattiuz, come in precedenza Franzoni (oggi nelle vesti si consigliera comunale semplice), ha parlato di «operazioni che contribuiranno a riqualificare delle aree, contribuendo nell’opera di rilancio di un quartiere come quello di Sant’Agabio», ricordando inoltre che dal punto di vista viabilistico è prevista la realizzazione di un ulteriore “braccio” nella rotonda di corso Milano. Tesi non condivisa dalla minoranza, anzi, per Rossano Pirovano (Pd) «a fronte di un supermercato che si si insedia, uno nuovo prenderà il posto nella vecchia sede».


Per la collega di gruppo Sara Paladini e per Mario Iacopino (Movimento 5 Stelle) «la città non ha più, ma supermercati di… prossimità. Occorre un piano strategico per capire quali siano le esigenze e le necessità di Novara». Pollice verso anche per l’intervento previsto in via Wild, che «contribuirà unicamente a riportare camion, quindi inquinamento, in una porzione del quartiere ormai a destinazione residenziale».


Sempre dal fronte della minoranza, Cinzia Spilinga e Piergiacomo Baroni hanno voluto invece ricordare il paradosso esistente in altre realtà cittadine. Un caso emblematico riguarda San Rocco, dove oltre un anno fa la Lidl chiuse e abbandonò la sede di via Gibellini per trasfersi in corso della Vittoria. E’ vero, a poche centinaia di metri, «ma il risultato più evidente è stato la “desertificazione” di un’area, oggi abbandonata (nella foto), oltre a creare non pochi disagi per una parte di residenti, soprattutto anziani, già alle prese con l’emergenza pandemica e quindi sconsigliati a effettuare spostamenti anche per acquisti, visto che il quartiere è sprovvisto anche di piccoli negozi». Insomma, oltre ai troppi supermercati complessivi ci si lamenta che dove servirebbero, non ci sono…

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Luca Mattioli

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