Crollo del soffitto al Nervi: «La Didattica a distanza ha evitato la tragedia»

I calcinacci sparsi per terra e sui banchi, la polvere nell’aria portano la memoria al 2008 quando il soffitto del liceo Darwin di Rivoli crollò sulla testa di un’intera classe facendo una vittima: Vito Scafidi, aveva 17 anni.

Ieri, 29 aprile, il copione si è ripetuto all’istituto per geometri Nervi dove la tragedia è stata evitata solo perchè gli studenti della seconda B non c’erano, erano in didattica a distanza. L’insegnante, Guido Collalti, l’unico presente in aula al momento dell’incidente avvenuto intorno alle 8.30, se l’è vista brutta, sfiorato dai calcinacci crollati sulla cattedra e sul pc.

Sul posto si sono recati il dirigente Leonardo Brunetto e il consigliere provinciale delegato Andrea Crivelli che ha parlato di «fatto imprevedibile rispetto al quale ci siamo comunque immediatamente attivati. Ci rammarica in quanto l’amministrazione si è, con i fatti, dimostrata particolarmente attenta nella programmazione degli interventi di manutenzione degli edifici scolastici di nostra competenza, investendo numerose risorse».

Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera provinciale e insegnante del Nervi Milù Allegra proprio ieri mattina poco dopo l’incidente e in apertura di consiglio: «E’ un fatto molto grave, so che il consigliere Crivelli è molto attento, ma serve essere ancora più attenti. Questa volta l’abbiamo scampata».

 

 

Durante la giornata si sono attivati anche Sermairs, società di responsabilità civile: «Un caso di insicurezza scolastica che ha messo in pericolo la vita di un docente – afferma il presidente Pietro Favaretto -. Da anni portiamo avanti una campagna sulla sicurezza scolastica anche per non dimenticare Vito Scafidi. Vogliamo denunciare questo ennesimo episodio chiedendo che la politica si faccia carico della manutenzione perchè quanto fatto in questo anno evidentemente non è stato sufficiente. I fondi previsti dal Recovery Plan non sono sufficienti per andare incontro alle esigenze delle scuole: le stime dicono che servirebbero 40 miliardi per mettere in sicurezza gli istituti scolastici di tutta Italia».

Anche il referente di Fondazione Benvenuti in Italia, Luca Galuppini, sull’episodio dichiara: «Non è accettabile nel 2021 sentire che la fortuna ha avuto un ruolo nell’evitare una potenziale tragedia: l’ennesimo caso di insicurezza scolastica che deve farci aprire, ancora una volta, gli occhi su un fenomeno reale ma non normale. Questo tema non può essere lasciato nel dimenticatoio: entrare a scuola senza la paura che da un momento all’altro ci crolli addosso deve essere una priorità per tutti, soprattutto per le istituzioni, anche con la pandemia. Siamo convinti che la scuola debba essere un luogo che non rinneghi la fondamentale relazione tra percorsi educativi e di crescita e l’ambiente in cui essi vengono svolti. Continueremo ad essere “antenne della sicurezza”, a non abbassare la voce di fronte a scuole fatiscenti, a non rassegnarci a smettere di credere che la scuola debba essere la principale palestra di democrazia a disposizione di ogni persona, dove si possano trasmettere l’attenzione critica verso la società, la condivisione di idee, la tolleranza verso il pensiero altrui, la crescita condivisa. Speriamo che le istituzioni non si limitino a rasserenarsi perché “stavolta è andata bene”, ma chiediamo che la sicurezza scolastica sia inserita a pieno titolo nel progetto di ripartenza del Paese».

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