Corteo choc: la vergogna novarese diventa un caso nazionale

Sabato pomeriggio i soliti manifestanti No Green Pass hanno sfilato per le vie del centro di Novara evocando i deportati dei lager nazisti. Condanne a profusione dalla città e non solo

Corteo choc: la vergogna novarese diventa un caso nazionale. E non poteva essere altrimenti dopo che sabato pomeriggio il solito corteo nei No Green Pass ha sfilato per le vie di Novara con i soliti slogan “libertà”, “verità”, questa volta, però, evocando i deportati dei lager nazisti: i manifestanti, infatti, hanno camminato in centro storico indossando delle pettorine a strisce e tenendosi per mano con del filo spinato.

L’organizzatrice della protesta Giusy Pace non si ferma e assicura che la manifestazione di sabato prossimo è confermata, come ogni sabato. Intanto sul proprio profilo Facebook scrive: «Si sacrifico tutto, persino le coscienze. Non si può dimenticare la storia. Si rischia di ripetere gli errori. Non ci potrà essere un altro 25 aprile. Non ci potranno essere alleati a salvarci. Oggi l’Europa spera che sia l’Italia ad essere il proprio 25 aprile. Ci conta! Via i diritti in Italia. Via in tutto il mondo. La storia si studia per non dimenticare ciò che provocano le scelte dell’uomo. E per non ripetere gli errori».

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Intanto dalla città e non solo arrivano condanne a profusione a cominciare dal dal sindaco Alessandro Canelli che è furibondo: «Esprimere le proprie idee e il proprio pensiero è non solo giusto, ma anche un diritto sancito dalla Costituzione. Quindi nulla da dire sulla possibilità di manifestare il dissenso al Green Pass, ma ci sono limiti che non dovrebbero mai essere superati e soprattutto non attraverso la violenza. Perché di questo si tratta, di violenza psicologica che va condannata con forza esattamente come la violenza fisica. Chi vuole manifestare deve prima di tutto mostrare rispetto per gli altri e per la nostra storia. Tra l’altro nella nostra città il 90% delle persone ha deciso di aderire alla campagna vaccinale a tutela di se stessi e degli altri. Alla manifestazione c’era una piccola parte di quel 10% che non si è sottoposto al vaccino per svariati motivi. Persone che hanno portato nella nostra città una protesta inaccettabile per come è stata messa in scena. I manifestanti non potevano scegliere modo peggiore per esprimere una posizione sulla quale si può o meno essere d’accordo ma che non doveva diventare causa di vergogna e di polemica nella nostra comunità»

Indignato il consigliere regionale del Pd, Domenico Rossi: «La strategia è precisa: polarizzare il più possibile lo scontro per alzare il livello di tensione e far parlare di loro nel tentativo di diventare attrattivi per altri. Non gliene importa niente né di libertà né di giustizia tanto che la maggior parte di loro non manifesta per nulla che non sia un delirio personale mentre il mondo da anni offre diversi spunti e motivi per scendere in piazza. Bisognerebbe ignorarli, ma non sempre si può, soprattutto quando diventano offensivi nei confronti di chi ha subito l’ingiustizia più grave della storia. Per fortuna il paese è meglio di così: il l’86% delle persone ha scelto di vaccinarsi e, anche tra coloro che hanno deciso diversamente, la maggior parte non si riconosce in queste provocazioni».

Lo stesso vale per la consigliera comunale del Pd Milù Allegra: «Lo spettacolo indegno al quale la città ha dovuto assistere ci indigna fortemente. Consigliamo a queste persone di andare a vedere che cosa è stato Auschwitz, di studiare che cosa è stata realmente la Shoah, la più grande tragedia della storia dell’umanità. Il Partito democratico di Novara prende le distanze dallo ‘spettacolo’ vergognoso e fuori luogo che si è consumato per le vie della nostra città. Chiede invece alle istituzioni di proseguire con impegno e celerità la campagna vaccinale, unico strumento per uscire dall’emergenza sanitaria e per riprenderci del tutto le nostre vite, e alle cittadine e ai cittadini che ancora non lo hanno fatto di vaccinarsi, esercitando la loro libertà nell’interesse di tutta la comunità».

Cambia il colore politico, ma non la condanna nei confronti della deprecabile sceneggiata: «Una pagina nera da condannare con fermezza. Una manifestazione che infanga il duro e faticoso lavoro svolto del mondo sanitario e scientifico – dichiara l’assessore regionale leghista Matteo Marnati -. Il vaccino salva le vite; il vero e unico nemico è il virus. Scene di questo tipo non si devono più vedere e mi auguro che i responsabili chiedano pubblicamente scusa per questa vergogna».

«Desidero esprimere a nome mio e di tutta la Cgil di Novara e del Verbano Cusio Ossola, lo sdegno più profondo nei confronti di chi ieri ha sfilato in centro a Novara contro vaccini e green pass – afferma il segretario provinciale Attilio Fasulo -. L’aver paragonato ciò, alla persecuzione ebraica da parte dei nazisti, è profondamente insultante e inaccettabile per tutta la società civile. Siamo di fronte a manifestazioni aberranti, che, come nel caso delle aggressioni alle nostre sedi sindacali o ad alcune strutture ospedaliere, mostrano il segno di un imbarbarimento e di un clima preoccupante che cresce nel nostro paese».

Così Anpi Novara: «Questi pochi ignoranti della storia, che si definiscono vittime di una dittatura, senza la minina coscienza, senza il minimo senso della vergogna, sono gli stessi che altrove insultano la senatrice Segre, testimone di quelle terribili violenze che ha subito e vissuto davvero, dimostrando nello stesso tempo spregio della verità e vicinanza culturale a quelle forze fasciste e naziste che costruirono quell’orribile sterminio. Equiparare la necessità di vaccinarsi, che è al momento il primo ed unico strumento per salvare vite dall’epidemia da Covid19, allo sterminio nazista rappresenta bene la distorsione mentale di queste persone, che non fanno che alimentare la quota di fake news».

Durante la notte è arrivato anche il commento del Partito Comunista novarese “Vincenzo Martinelli”: «Le vaccinazioni e le misure di contenimento della diffusione sono finalizzate alla salvaguardia della salute pubblica e della vita stessa dei cittadini. I campi di concentramento nazisti, al contrario, costituivano lo strumento dello sterminio di milioni di uomini, donne e bambini. Condanniamo l’impiego distorto e improprio del maggiore damma storico dell’umanità, per una pericolosa manipolazione della questione No Green Pass da parte di ambienti che perseguono impresentabili obbiettivi di natura politica».

Della questione di sta occupando anche la Questura che ha inviato al Ministero una relazione dettagliata sull’accaduto.

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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