Contrattava finanziamenti per imprenditori in difficoltà ma era una truffa: 6 anni al falso broker di Vespolate

In base a quanto è stato verificato dalla Guardia di Finanza, i fatti erano stati commessi dal 2016 al 2018

In assenza di titoli e abilitazioni si presentava come mediatore creditizio e aveva promesso finanziamenti a una vasta platea di clienti in tutta Italia (almeno 133 quelli accertati dagli investigatori), senza che poi il denaro venisse mai erogato. Un caso venuto alla luce ormai otto anni fa grazie alla denuncia di alcune vittime conclusosi in tribunale a Novara con la condanna di L.C., 42 anni, residente a Vespolate, a 6 anni e 7 mesi di reclusione e 2.900 euro di multa, come chiesto dal pubblico ministero. Il broker era a processo per imputazioni quali associazione per delinquere, truffa, sostituzione di persona, abusiva attività di mediazione creditizia. Sono stati invece assolti per prescrizione due coimputati, A.P. e G.B. rispettivamente residenti in provincia di Chieti e Milano.

I difensori avevano chiesto l’assoluzione per tutti, contestando in particolare l’esistenza di un’associazione, che secondo i legali non aveva nemmeno un luogo fisico in cui operare.

In base a quanto è stato verificato dalla Guardia di Finanza, i fatti erano stati commessi dal 2016 al 2018. Il centro logistico del gruppo sarebbe stato proprio Novara, dove esercitava la sua attività il broker L.C. I finti intermediatori avevano individuato una serie di persone bisognose di accedere al credito; poi, tramite le alcune società, avevano simulato una fittizia attività di istruttoria e ricerca di finanziatori, che culminava con la comunicazione alla vittima dell’esito positivo della pratica e con la richiesta di denaro a titolo di spese di istruttoria, intermediazione, e assicurazione del finanziamento. Successivamente erano consegnate agli ignari clienti delle false polizze assicurative apparentemente riconducibili alla società Allianz, ma, secondo i finanzieri, materialmente predisposte dal finto agente. Da ultimo, il sedicente intermediatore procrastinava all’infinito, con le scuse più varie, il momento di erogazione del finanziamento. E così facendo incamerava un profitto illecito: i finanzieri parlavano di oltre mezzo milione di euro.

In aula le vittime hanno descritto questo modus operandi, praticamente uguale in tutti i casi. Nessun imprenditore, pur sborsando soldi per avviare le pratiche, aveva ricevuto i prestiti promessi.

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