Consiglio comunale ultimo atto: alla Giunta arriva l’ok anche per l’ex Centro sociale

La seconda parte della sessione conclusiva prima delle elezioni ha visto, dopo un lungo dibattito, l'approvazione anche del progetto per il recupero dell'area di viale Giulio Cesare. Voto contrario del Pd, astensione per il “pentastellato” Iacopino

Consiglio comunale ultimo atto. La sessione conclusiva dell’attuale mandato amministrativo ha visto la Giunta guidata dal sindaco Alessandro Canelli incassare, dopo l’ok ottenuto un paio d’ore prima per Casa Bossi e l’ex Macello di piazza Pasteur, anche quello riguardante il recupero dell’area dell’ex Centro sociale di viale Giulio Cesare. Non è mancato anche in questa circostanza qualche momento di frizione, ma sostanzialmente, a fronte di una maggioranza compatta, sul fronte opposto si è registrata una divisione, con il “no” convinto dei rappresentanti del Pd e il voto di astensione da parte del “pentastellato” Mario Iacopino.


Come per il precedente provvedimento, i consiglieri sono stati chiamati a dichiarare il “pubblico interesse” in relazione al progetto di valorizzazione di un’area – quella dell’ex Centro sociale – che ha calamitato l’attenzione nelle ultime settimane, creando inoltre non poche polemiche dopo che nella giornata di lunedì si era tenuta una Commissione, sempre da remoto, ma “a porte chiuse”, cioè priva della diretta straming. Soluzione molto criticata dagli esponenti del Pd, che in segno di protesta si erano “scollegati”.


Nei successivi interventi Mario Iacopino (Movimento 5 Stelle) ha evidenziato come «il primo interesse pubblico sia quello di andare a riqualificare un’area che conosco bene visto che abito vicino. Ho qualche dubbio circa la struttura alberghiera che dovrebbe sorgere e proprio per questo mi chiedo se non fosse possibile “rafforzare” il documento specificando la possibilità di assicurare prezzi calmierati per il fruitori».
Possibilità esclusa dall’assessore Elisabetta Franzoni, in quanto «al momento è prematuro parlare di come verranno gestite le strutture. Verrà poi chiesto in sede di stesura della convenzione». Tanto è comunque bastato perché alla fine il candidato sindaco “grillino” esprimesse un voto di astensione.


Emanuela Allegra (Pd), precisando a sua volta di «non essere disposta a “barattare” prezzi calmierati con un nuovo supermercato», ha chiesto invece delucidazioni sulla nuova viabilità prevista nella zona e le sue possibili ripercussioni. Ancora Franzoni ha spiegato che «la parte di via Monte San Gabriele confinante con l’area, oggi a doppio senso di marcia, diventerà a senso unico, ma la prevista nuova strada che sarà realizzata (di fatto una prosecuzione di viale Verdi, ndr) dovrebbe garantire, secondo studi già effettuati, un flusso regolare del traffico».


Per il resto si è assistito a una serie di botta e risposta fra le controparti secondo un consolidato cliché già ascoltato in altre occasioni. L’altra esponente “dem” Sara Paladini si è chiesta «dove sia l’interesse pubblico in un’operazione della durata di trent’anni e che restituirà poco ai cittadino novaresi», mentre il collega capogruppo Rossano Pirovano «ci troviamo di fronte per l’ennesima volta a un progetto presentato da un privato al quale dite di sì».


Sul fronte opposto Valter Mattiuz ha insistito sul fatto che «così come per Casa Bossi si tratta di un importante recupero per la città. La minoranza continua a sostenere che non abbiamo idee. Le nostre sono invece quelle di effettuare il recupero di aree abbandonate, come abbiamo fatto e come stiamo facendo. Perché vogliamo rendere Novara una città sempre più bella».

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