La rottura formale si è consumata con una lettera depositata sul tavolo della segreteria del Comune, ma le sue ripercussioni politiche sono destinate a far tremare a lungo i palazzi del potere locale. A Novara, la diaspora all’interno di Fratelli d’Italia è diventata realtà: l’ormai ex capogruppo Michele Ragno, l’ex vicecapogruppo Mauro Gigantino e il consigliere Maurizio Nieli (già fuoriuscito nel gruppo misto) hanno ufficialmente comunicato di recedere dai rispettivi schieramenti per dare vita a una nuova, autonoma formazione consiliare. A guidare la pattuglia, che prende il nome di “Alleanza Novarese“, sarà proprio il capogruppo designato Michele Ragno. Un addio pesante che priva il partito di Giorgia Meloni di tre pedine fondamentali sullo scacchiere di palazzo Cabrino.
La sfida aperta alla leadership del senatore Nastri
Al di là della diplomazia utilizzata nel documento ufficiale, in cui si precisa che il nuovo gruppo «richiama esclusivamente la dimensione locale e l’identità territoriale», la mossa rappresenta l’apice di una manovra politica ben più ampia e profonda. La leadership storica del senatore Gaetano Nastri è infatti ormai apertamente messa in discussione da un asse trasversale e in forte espansione, pronto a rivendicare nuovi spazi e maggiore peso decisionale.
Si tratterebbe di una vera e propria fronda interna che fa quadrato attorno all’assessore regionale Marina Chiarelli e all’ex presidente della provincia Federico Binatti, e che ora schiera in prima linea figure di spicco come lo stesso Michele Ragno, Mauro Gigantino, Luigi Laterza (che con Gigantino ha fondato lo stesso gruppo in consiglio provinciale) e tutti gli amministratori locali a loro vicini. Un “partito nel partito” che si sta strutturando per logorare la vecchia guardia e imporre un cambio di passo.
In questo quadro di riposizionamento, i tre fuoriusciti novaresi potrebbero presto trovare una solida copertura anche a livello nazionale: nei corridoi della politica si fa infatti sempre più insistente l’indiscrezione secondo cui il gruppo stia guardando con forte interesse alle manovre del generale Roberto Vannacci, pronti a intercettare il malcontento dell’elettorato conservatore deluso dall’attuale establishment meloniano.
Le incognite per Canelli e la corsa verso le elezioni del 2027
La nascita di Alleanza Novarese non è però soltanto un regolamento di conti interno a Fratelli d’Italia, ma si trasforma in un fattore di forte instabilità per l’intera amministrazione cittadina. D’ora in avanti, il sindaco Alessandro Canelli dovrà fare i conti con un nuovo gruppo “battitore libero”, agguerrito e determinato a pesare sulle future scelte programmatiche.
L’operazione costringe di fatto il primo cittadino a ridisegnare gli equilibri della sua maggioranza e a inaugurare una complessa fase di mediazione costante. Una dinamica che si proietta ben oltre l’orizzonte della cronaca quotidiana, puntando dritto al traguardo cruciale delle elezioni amministrative del 2027. Da qui alla fine del mandato, il neonato gruppo avrà tutto il tempo per rafforzarsi e sedersi ai futuri tavoli della coalizione rivendicando un peso specifico determinante nella scelta del futuro candidato sindaco.
A prendere il posto dei consiglieri uscenti in consiglio comunale saranno Franco Caressa in qualità di capogruppo, Anna Clara Iodice e Marco Gambacorta in qualità di vice capogruppo. In provincia, invece, l’incarico di capogruppo è stato affidato a Lido Beltrame.







