A Novara si studia il primo spray anti Covid a base di prodotti naturali

Un progetto nato dalla cooperazione di un'azienda italiana e un svizzera. Tra sette mesi si potrebbero già avere i primi dispositivi in via sperimentale. I test saranno effettuati nei laboratori della Facoltà di Medicina dell’università del Piemonte Orientale

Il primo spray nasale e orale anti Covid che funziona come una sorta di mascherina virtuale sta per essere testato a Novara. Si tratta di un progetto inserito nel programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014-2020 che vede come capofila DGP Pharma, azienda farmaceutica italiana specializzata nella produzione di integratori alimentari e dispositivi medici con formulazioni innovative, come partner italiano il Consorzio Ibis di Novara, co-gestore del Polo di Innovazione del Piemonte Green Chemistry and Advanced Materials, e come partner svizzero Vb Technochemicals Sa, azienda del Canton Ticino.

«Un mese fa abbiamo ricevuto la validazione da parte dei Regione Lombardia (corresponsabile dell’attuazione dell’Interreg, ndr) e ora possiamo dare il via al progetto – ha spiegato Fabrizio Di Lorenzo, biologo molecolare e amministratore Dgp Pharma Srl durante la presentazione che si è tenuta nella sede di Fondazione Novara Sviluppo -. Per la produzione dello spray verranno selezionati alcuni estratti vegetali con proprietà antibatteriche e antivirali che saranno ingegnerizzati con liposomi, un processo che permette di massimizzare l’assorbimento. I primi test hanno già dato risultati incoraggianti: le cellule infettate con frammenti di virus Covid19 hanno reagito alla somministrazione degli ingredienti e si sono riprodotte: ciò significa che la replicazione virale è stata bloccata. In una seconda fase saranno effettuati i veri e propri test nei laboratori della Facoltà di Medicina dell’università del Piemonte Orientale. Entro 13 mesi dovremo terminare gli studi, così come è previsto dal protocollo Interreg, ma fra 7 potremmo già avere a disposizione in primo lotto di spray in via sperimentale. Se i risultati saranno positivi, pensiamo di poter commercializzare il prodotto per la prossima estate».

«Il prodotto sarà catalogato come dispositivo medico e avrà una funzione preventiva senza andare a sostituirsi ad alcun tipo di farmaco o vaccino – ha proseguito Di Lorenzo insieme a Luigi Panza, presidente del Consorzio Ibis -. I criteri di utilizzo saranno presumibilmente gli stessi della mascherina Ffp2 tanto che il prodotto potrebbe assumere un nome simile a “Virtual mask”. In collaborazione con lo staff medico, verranno formulati i protocolli di profilassi in modo che gli utenti potranno avere tutte le indicazioni necessarie per un utilizzo corretto».

«Nel nostro Consorzio raduniamo una serie di aziende che si occupano di chimica sostenibile – ha detto ancora Panza -. La gestione di questo progetto è molto complessa e il nostro ruolo di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti potrà essere di aiuto».

«Con DGP lavoriamo da dieci anni e con loro abbiamo selezionato il partner del Canton Ticino con le migliori caratteristiche per il processo di ingegnerizzazione con liposomi; è così che abbiamo selezionato Sferalp – ha aggiunto Francesco Cambria, referente di Vb Technochemicals -. In una fase più avanzata, dovremo organizzare i canali distribuzione a livello nazionale e internazionale».

«Una volta che avremo risultati certi, saremo in grado di capire se lo stesso spray potrà essere utilizzato anche per la prevenzione degli virus stagionali che causano l’influenza» ha concluso Di Lorenzo.

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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