A febbraio una settimana di vaccini per i più piccoli. Ma nelle scuole è caos tamponi e quarantene

L'annuncio arriva dal direttore del Sisp. Tre hub vaccinali per i 5-11 anni. La situazione nelle scuole e gli accessi diretti per la fascia 12-19 anni

La prima settimana di febbraio sarà interamente dedicata alle vaccinazioni pediatriche. L’annuncio arriva dal direttore del Sisp, il dottor Edoardo Moia, che dal primo giorno gestisce l’emergenza pandemica e la campagna vaccinale. «La Regione ha chiesto alle Asl di vaccinare entro il 10 febbraio con la prima dose tutti i bambini della fascia 5-11 anni già iscritti – spiega -. Abbiamo così deciso di riservare ai più piccoli gli hub vaccinali di Arona, Borgomanero e il Borsa di Novara tutte le mattine durante la prima settimana di febbraio. Mi rendo conto che l’orario può essere scomodo per i genitori che lavorano, ma credo sia un’occasione da non perdere. Da questa mattina invieremo tutti i messaggi di convocazione. Contiamo di vaccinare 3000 bambini».

Come riferisce Moia «finora ha aderito il 34% della fascia 5-11 anni per un totale di 2640 vaccinati su tutto il territorio provinciale. I problemi incontrati finora sono stati causati principalmente dalla carenza di personale: i pediatri sono oberati di lavoro, spesso si trovano a dover fare anche il nostro tracciamento perchè noi non riusciamo più a seguire tutto, considerato anche gli operatori assenti perchè in quarantena. Così come la richiesta di dedicare spazi specifici ai più piccoli ha rallentato la situazione: i bambini che ho visto finora sono stati fantastici, in molti casi si sono comportanti meglio degli adulti, non vedo davvero la necessità di riservare spazi appositi».

La situazione nelle scuole

«In questi giorni si viaggia a 100 casi al giorno tra gli studenti delle scuole da 6 a 19 anni – continua Moia -. La gestione è complessa, ma non siamo ancora nelle condizioni di chiudere scuole intere». Da ieri pomeriggio, inoltre, la Asl, su indicazione della Regione, ha inviato una circolare che dispone, nelle scuole elementari, la quarantena della classe anche con un solo caso e non più con due, come precedentemente previsto.

Le segnalazioni che arrivano delle famiglie sono numerose e gli studenti in Dad aumentano di giorno in giorno. Basta dare un’occhiata alla pagina Facebook della Regione per capire quale sia il sentimento comune. «I miei figli sono stati vaccianti con due dosi, hanno ricevuto il green pass che​ permetterà loro di non incorrere più nella quarantena preventiva – si legge in un commento -. Apprendere che se il contatto con positivo avviene a scuola, invece, devono andare in Dad e aspettare la chiamata del Asl (che spesso avviene anche dopo una settimana) magari a 20/30km da casa​ per eseguire il tampone, mi sembra ingiusto e oserei affermare discriminatorio nei nostri confronti​».

«Non capisco perchè i bambini della primaria guariti o vaccinati devono restare in Dad e non possono tornare a scuola se entrano in contatto con un positivo. Perché invece gli adulti possono tornare al lavoro?» si legge in un altro commento. E ancora «Mercoledì scorso un caso positivo in classe di mia figlia. Fino al 18 gennaio tutta la classe in Dad ma nessuna comunicazione Asl, noi genitori allo sbando».

Accesso diretto prima dose 12-19 anni

Dopo l’appello di ieri del consigliere regionale del Pd, Domenico Rossi (leggi qui), la Regione ha previsto, da venerdì 21 gennaio, l’accesso diretto per i giovani tra i 12 e i 19 anni che devono ricevere la prima dose di vaccino. L’elenco degli hub sarà consultabile sul portale regionale.

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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