Nell’ultimo straordinario libro di Massimo Cacciari, “Metafisica concreta”, c’e un passaggio cruciale dove l’autore indaga sulla questione del passato e della memoria. Per dirla molto sinteticamente, Cacciari sostiene che il passato fa in realtà parte a tutti gli effetti del presente, attraverso la memoria che opera immanentemente sul presente. Possiamo leggere così il film “Fuga in Normandia” (The Great Escaper) di Oliver Parker. Bernard Jordan (Michael Caine) veterano della marina britannica vive con la moglie Irene (Glenda Jackson) in una casa di riposo sulla costa inglese non lontano da Dover. Rapito dall’immanenza della momoria a cui facevo riferimento prima, in occasione del settantesimo anniversario dello sbarco in Normandia, nel giugno 2014, decide di fuggire verso la Francia, coperto dalla moglie, per partecipare alle celebrazioni. Bernie ritrova sulle coste francesi una parte della sua gioventù e lo struggente ricordo (ossessivo) di quello sbarco che costò la vita a molti dei suoi commilitoni. A tal proposito, troppo spesso gli europei sembrano aver rimosso il sacrificio di tanti giovani statunitensi, mandati dall’altra parte dell’oceano per difendere la nostra libertà. Va ricordato che, nel 2023, un altro film intitolato “Ritorno in Normandia” era stato girato sulla vicenda realmente accaduta. Raccontato così, il film potrebbe sembrare piuttosto prevedibile, ed infatti lo è, tuttavia è un film fatto con un certo garbo e costruito attorno ai due grandi attori che interpretano i due protagonisti. Ma c’è un altro aspetto che rende attraente questa pellicola: è raro,

molto raro, che una narrazione cinematografica individui come protagonisti di una vicenda due vecchi che, con tutto l’armamentario della retorica, portano con sé il messaggio universalmente vero del “io ero quello che tu sei e tu sarai quello che io sono”. Certo, l’episodio si prestava abbastanza al bozzettismo ironico-sentimentale ed il film non è certo un’opera senza sbavature, ma allo stesso tempo si può ben dire che non è affatto sgradevole, basta non avere chissà quali aspettative prima di entrare in sala…

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Mario Grella

Mario Grella

Nato a Novara, vissuto mentalmente a Parigi, continua a credere che la vita reale sia un ottimo surrogato del web.

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