Turismo all’estero, l’ira di Federalberghi: «Italia blindata, favoriamo la concorrenza»

Quarantena obbligatoria di 5 giorni e tampone alla fine del periodo di isolamento per tutti coloro che rientreranno in Italia da una vacanza all’estero nei paesi dell’Unione Euopea. Una decisione importante, che arriva a pochi giorni dalle vacanze di Pasqua, con aerei pieni e soggiorni prenotati. La decisione del governo arriva dopo giorni di polemiche legate alla possibilità, per i cittadini italiani, di viaggiare all’estero per turismo, come previsto dal Dpcm del 2 marzo, mentre restano bloccati gli spostamenti tra regioni.

Una situazione che ha scatenato l’ira degli albergatori italiani: «Una situazione ridicola, nessuna tutela per il nostro comparto – dichiara il presidente di Federalberghi Novara e Vco, Emilio Zanetta -. Il ministro nel Turismo Garavaglia ha detto la prossima stagione estiva sarà meglio di quella passata: l’anno scorso abbiamo perso l’85% del fatturato, cosa vuol dire che perderemo dolo l’80%? È questo che vuole dire? In Grecia così come in Spagna stanno organizzando zone Covid free dove i turisti sono controllati in ingresso e in uscita, perchè non farlo anche in Italia? Lo stesso vale per il passaporto vaccinale: bisogna organizzarsi in anticipo per capire come funziona, sapere come muoversi e cosa ti aspetta, eventualmente, al rientro».

«Se non ci sono soldi, allora il Governo deve impegnarsi con gli istituti bancari affinchè ci diano finanziamenti a vent’anni garantiti – conclude Zanetta -. Non c’è altra via per poter ricominciare. In questo modo, invece, stiamo aiutando le nazioni turisticamente concorrenti a uscire dalla crisi mentre noi restiamo fermi al palo».

«Dobbiamo considerare unico il comparto del turismo pur nella diversità delle varie entità – commenta Antonella Coser, referente di Confindustria per il turismo -. Dobbiamo fare fronte comune e prendere posizioni sulle decisioni di governo quando sono palesemente sbagliate rispetto alle tempistiche. Serve una strategia di base che finora non c’è stata: la ripresa del turismo si baserà su azioni di coerenza. Quello che è successo nei confronti degli impianti sciistici si sta ripetendo ora: un enorme danno per tutto il comparto e, in queste condizioni, è troppo rischioso mettere in campo azioni. Non si può cambiare idea a cinque giorni dall’evento: se l’orizzonte temporale è di un mese, ad esempio, allora è necessario mantenere quella linea per tutto il periodo dando garanzie sia ai clienti che ai tour operator».

«L’avvio della campagna vaccinale rappresenta un importante passo avanti, ma ci troviamo ancora in una fase complicata della pandemia, motivo per cui restano in vigore forti restrizioni per le nostre imprese, in particolare quelle turistiche. Gli operatori, già provati dall’incertezza dello scenario sanitario ed economico, vanno tutelati da un’applicazione eterogenea delle regole, che rischia di creare fughe in avanti e accentuare svantaggi competitivi tra i Paesi coinvolti dall’emergenza – afferma Fabio Ravanelli, presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli, Novara, Verbano Cusio Ossola, esprimendo il proprio sostegno agli operatori locali del comparto turistico ricettivo -. Da questa crisi usciremo solo se uniti: l’obiettivo rimane la piena ripresa delle attività economiche in sicurezza e può essere raggiunto solo con una visione d’insieme e di medio lungo periodo».

«Per questo è importante perseguire spostamenti e svolgimento delle attività d’impresa dando impulso alla campagna vaccinale – prosegue Ravanelli -. Viaggi turistici per pochi verso destinazioni “Covid-free” circoscritte, a maggior ragione all’estero, non aiutano il nostro tessuto produttivo a risollevarsi. Occorre puntare a una riapertura graduale, ma il più possibile allargata, sia in termini di attività economiche sia di mobilità, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, che devono rimanere una priorità».

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