Presentato il Tavolo delle arti performative

L'ambizioso progetto pensato e coordinato da Tiziana Napoli e che prevede la collaborazione di professionisti nei settori di danza, teatro, musica e altro ancora, vuole gettare la basi per un vero e proprio “marketing urbano” policulturale, dove «gli eventi non saranno che la punta dell'iceberg»

E’ nato il Tavolo delle arti performative. L’ambizioso progetto pensato dalla consigliera comunale Tiziana Napoli, lei stessa nelle vesti di direttrice – coreografa nel settore della danza, ha mosso i primi passi con la presentazione, nel pomeriggio di ieri, martedì 11 ottobre, dei primi soggetti coinvolti in maniera sinergica. A cominciare dall’amministrazione di Palazzo Cabrino.


«Da parte nostra – ha detto il presidente del Consiglio comunale Edoardo Brustia portando i saluti del sindaco Alessandro Canelli – si tratta di un passo importante e lo stiamo facendo anche per altre realtà. Come Comune c’é un impegno e il coinvolgimento di più associazioni e più realtà porteranno a un risultato più costruttivo. Ma è importante creare una regolamentazione, per offrire un’importanza più giusta e corretta tra le parti».


Coordinatrice del “tavolo” sarà appunto Tiziana Napoli, che ha parlato di «idea unica e visionaria. Come Comune stiamo decidendo di investire qualcosa che a livello territoriale e nazionale non è mai stato fatto». Da dove nasce l’idea di un comitato tecnico e artistico delle arti performative? «Da una legge quadro (la 175 del 2017, ndr) e per arti performative intendiamo il mondo della danza, musica, teatro; a Novara abbiamo pensato di aggiungere altro. Una normativa che dà valore a dei concetti importanti, dove viene espressamente dichiarato che le arti performative devono diventare anche materia di studio e diffusione all’interno degli istituti scolastici; e creare anche una sinergia con le aziende e il mondo prouttivo in generale».


Perché dunque un comitato tecnico – artistico? «Sempre la legge ha previsto l’istituzione di un pool di professionisti a livello nazionale che collabora direttamente con il Ministero della Cultura. I componenti di questo tavolo hanno delle funzioni propositive e consultive, osservano la situazione culturale e cercano di intervenire con delle iniziative. Noi abbiamo preso questo modello nazionale portandolo sul territorio, cercando di apportarvi delle migliorie. Infatti alla danza, teatro e musica aggiungiamo le artiterapie, con la chiara volontà di sostenere che le arti performative possano avere delle finalità di benessere anche per una serie di categorie fragili».


Napoli ha ribadito che «oggi diamo il via a un progetto che vuole indagare anche in quel “sottobosco” che non conosciamo. Da qui un nostro vero e proprio appello pubblico grazie alla partecipazione di un gruppo di professionisti che hanno deciso di mettere a disposizione la cosa più preziosa, il tempo a titolo gratuito per la nostra città. Non saremo un’agenzia di eventi del Comune, la finalità di intrattenimento che le arti per per loro natura hanno certamente le perseguiremo, ma abbiamo la pretesa di credere che si possa fare di più».


E allora conosciamole queste “figure”, alcune delle quali sono già intervenute nel corso della presentazione. Per il settore danza Giuliano De Luca, Charlotte Gschwandtner e Laura Rastelli; per la musica Roberto Bassetti, Diego Ragazzo e Marco Manzella; per il teatro Bruno Macaro e Alba Galbusera; per le artiterapie Zelija Zugic, Caterina De Giorgi e Alida Pellegrini. A questi nomi si aggiunge una componente politica, con due esponenti indicati dal Consiglio comunale: il presidente dell’assemblea di Palazzo Cabrino Edoardo Brustia per la maggioranza e Mario Iacopino indicato dalle minoranze: «Con questo – ha spiegato ancora Napoli – abbiamo voluto dare un segnale forte, perché l’amministrazione intende collaborare attivamente con tutte le espressioni del Consiglio, portando valori, condivisione e il bene della comunità».


Rispetto alle finalità che si vogliono raggiungere, oltre all’intrattenimento ci sono anche quelle culturali, sociali e formative: «Abbiamo studiato dei modelli, delle situazioni vincenti a livello internazionale per poi indirizzarci anche verso quelle che sono le problematiche esistenti in città e affrontarle per costruire un palcoscenico d’incontro e raggiungere il cosiddetto marketing urbano. In questo contesto non possiamo non coinvolgere le aziende. Quindi ci interrogheremo per capire in che modo potranno entrare in contatto con le arti performative attraverso un vero e proprio welfare aziendale».


Diversi gli step programmati. Per prima cosa sarà realizzato un censimento, per capire «la presenza sul territorio di associazioni e professionisti. Sarà un lavoro lungo, ma che ha destato anche l’interesse della Regione. Questo porterà alla creazione di un albo delle arti performative inserito e consultabile nel sito del Comune di Novara. Secondo passo sarà un’analisi dei bisogni e delle risorse, infine dovremo mettere a sistema tutti questi dati, fare emergere dei temi sui quali realizzermo delle iniziative, che però saranno solo la punta dell’iceberg, che dovrà originare una politica culturale impattante su tutti i punti di vista».

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Luca Mattioli

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