Ok dalla Camera sulla legge Zan: «Un primo passo in un Paese che non ascolta questi temi»

«Un primo passo importante in un Paese come il nostro che di solito su queste tematiche non ascolta e non sente». Nella giornata di ieri, mercoledì 4 novembre, la Camera ha dato l’ok per il ddl Zan, la legge contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo che era già stata affrontata qualche tempo fa e per la quale tante persone nelle scorse settimane sono scese in piazza. La legge ora ha ottenuto l’approvazione della Camera e così partirà l’iter per il Senato. A commentare la situazione è Laura Galasso, presidente di NovarArcobaleno.

 

 

«Davvero il nostro paese spesso non ascolta, – dice Laura -non lo dico per semplice retorica, quando una delle ultime aggressioni lesbofobiche denunciate,  il caso di Camilla, l’infermiera balzata alle cronache giorni fa, vengono poi bollate dalla polizia come “sono cose che si dicono da arrabbiati e non ci sono prove che siano stati loro (i vicini) i vandali”, pensi inevitalbimente così.

Avere formazione e informazione, cosa che è compresa attualmente nella legge, aiuterà a sentirci tutte/i/u più sicure/i/u. Non si sta chiedendo la Luna, quanto il riconoscimento della violenza sistemica e l’iniziare a migliorare il sistema sociale che di solito l’avalla, se non altro con imbarazzanti silenzi. La preoccupazione, ora come ora, può essere che il Ddl venga svuotato di parte del suo scopo, cosa che in qualche modo è già stata fatta». Precisa la presidente: «Questo ddl è comunque un compromesso su tante cose, e lo dico pensando agli altri paesi dove si è legiferato per le singolarità, in Italia invece arranchiamo sempre un po’ e la legge di cui parliamo contiene argomento estremamente ampi».

Una legge rivolta alla comunità Lgbt+ che «non può nuovamente accettare briciole, specialmente di fronte a una legge che può seriamente fare la differenza in alcuni casi tra la vita e la morte. Se molti ragazzi Lgbt+ continueranno a non denunciare per paura di reazioni anche solo come quella ricevuta da Camilla, continueranno a scapparci il morto».

«Ci avviciniamo al Transgender Day Of Remembrance ed è facile pensare al caso di transfobia più conosciuto Novarese, ovvero l’omicidio di Bruna. Mi chiedo se, in una società diversa in cui avesse avuto protezione e opportunità, anche Bruna non sarebbe qui oggi con noi».

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