Gli studenti del Fauser in viaggio premio a Borgo San Dalmazzo

Viaggio premio proposto dal Consiglio regionale del Piemonte per i gruppi vincitori del Progetto di Storia contemporanea

Gli allievi della quinta “AIN” dell’Istituto Tecnico Tecnologico Fauser di Novara, Alessandro Ferrarini, Luca Camana, Simone Desantis, Cesare Manzini e Manuele Ferro, accompagnati dalla professoressa Anna M. Cardano, hanno partecipato al viaggio premio proposto dal Consiglio regionale del Piemonte per i gruppi vincitori del Progetto di Storia contemporanea relativo all’anno scolastico 2021-2022, a Cuneo e Borgo San Dalmazzo.

A Cuneo il gruppo ha avuto modo di visitare la Sinagoga di contrada Mondovì, tipica Sinagoga di Ghetto, restaurata nell’Ottocento quando agli ebrei furono riconosciute le libertà civili. La responsabile della struttura, Mirella Foa Cavaglion, ha raccontato al gruppo le caratteristiche dell’ebraismo del passato e di quello contemporaneo, e i legami tra le comunità di tutto il mondo. All’interno dell’edificio è ancora presente una piccola aula scolastica.   Il pomeriggio è stato dedicato alla visita dell’area memoriale di Borgo San Dalmazzo, dove tra il 18 settembre 1943 e il 15 febbraio 1944, fu allestito un campo di concentramento per gli Ebrei arrestati in provincia di Cuneo: 355 dei reclusi furono deportati, prevalentemente ad Auschwitz, dove morirono quasi tutti. Tra di loro, ben 329 erano arrivati a piedi dai dipartimenti francesi della valle della Vésubie, collegata al Cuneese da due valichi alpini, attraverso i quali essi cercavano la salvezza, nella convinzione che l’armistizio dell’8 settembre avrebbe reso l’Italia un territorio sicuro. Intere famiglie, con bambini e anziani, per un totale di circa mille persone, raggiunsero con grandi difficoltà le valli cuneesi, mentre negli stessi giorni i nazisti occupavano Cuneo e intimavano loro di presentarsi al “Comando Germanico in Borgo San Dalmazzo, Caserma degli Alpini” (oggi sede dell’ASL 15). Così, oltre trecento ebrei polacchi, francesi, tedeschi, austriaci, romeni, ungheresi e greci, si presentarono spontaneamente o vennero rastrellati e rinchiusi nei locali della caserma, altri invece trovarono rifugio presso la popolazione delle valli. Alcuni si unirono alle bande partigiane.  

I ragazzi hanno svolto un percorso tra le tracce di quei fatti del 1943: i resti del Campo di concentramento, il Memoriale della deportazione realizzato nei pressi della Stazione ferroviaria da cui partirono i convogli per Auschwitz e la sala Memo4345, allestita recentemente nella vicina Confraternita di Sant’Anna con pannelli, postazioni multimediali, raccolte di storie e testimonianze, tutte tappe molto apprezzate dagli studenti, per un modo diverso di fare storia, di ricordare i percorsi che hanno portato alla Shoah e le responsabilità di ognuno nell’opporsi a qualunque forma di discriminazione

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