Domenica si corre la Run for Mem: per ricordare la Shoah e la strage di Monaco

Novara è stata prescelta per ospitare, domenica 23 gennaio, la quinta edizione della Corsa per la Memoria, manifestazione organizzata dall'Unione delle comunità ebraiche italiane in avvicinamento al giorno dedicato all'Olocausto nel corso del secondo conflitto mondiale, ma anche a mezzo secolo dal fatto che sconvolse le Olimpiadi del 1972. Testimone sarà Shaul Ladany, sopravvissuto a entrambi gli eventi

Si corre a Novara, domenica 23 gennaio, la quinta edizione della Run for Men – la Corsa per la Memoria – manifestazione sportiva ma carica di altri profondi significati in concomitanza con l’avvicinamento del giorno dedicato alla Shoah. La nostra città è stata infatti prescelta dall’Unione delle comunità ebraiche italiane, organizzatrice dell’evento, per ospitare quest’anno la manifestazione. Lo deve il fatto di essere stata insignita della Medaglia d’oro al Valor civile da parte della presidenza della Repubblica, ma al tempo stesso per essere una città dove le vicende israelite si sono più volte intrecciate con la sua sessa storia, sino a evanti più recenti: dalla persecuzione di ebrai novaresi surante il fascismo a illustri personalità che si sono distinte appunto per aver aiutato cittadini ebrei durante gli anni delle leggi razziali e della guerra. In sede locale si avvarrà della collaborazione della Comunità ebraica di Vercelli, Biella, Novara e Verbano Cusio Ossola.


Ma la Memoria si intreccia in questa occasione con un tragico fatto molto più recente, anche se ormai è trascorso mezzo secolo. Fu in fatti nel corso delle Olimpiadi del 1972, ospitate a Monaco di Baviera, che l’evento sportivo mondiale per antonomasia venne sconvolto dall’attacco terroristico (nella foto quella che passo alla storia come l’immagine simbolo di quel tragico fatto) da parte dei palestinesi dell’organizzazione “Settembre Nero”, che provocò la morte di diversi atleti della delegazione israeliana, in conseguenza poi del successivo maldestro blitz tentato dalla polizia tedesca.


Anche per questo testimonial della giornata sarà il marciatore israeliano Shaul Ladany, sopravvissuto prima alla deportazione nel campo di sterminio di Bergen Belsen e successivamente e poi alla strage del ’72. Ladany, oggi 85 anni sportivamente portati, è definito in sede di presentazione “uno straordinario testimone della storia, che marcerà insieme agli altri atleti per per ribadire l’importanza di ricordare la Shoah”, ma anche ogni forma di razzismo e antisemitismo.


L’evento sportivo, caratterizzato da due percorsi distinti – una corsa sulla distanza di 10 chilometri e una “camminata della Memoria” di 3 – assumerà una vaslenza del tutto simbolica, essendo un evento non competitivo e aperto a tutti. Nel corso della manifestazione nella centrale piazza Santa Caterina da Siena saranno infatti apposte due “pietre d’inciampo”, i caratteristici sanpietrini di ottone che ricordano la deportazione di ebrei e altri perseguitati dal regime nazi-fascista. Quelli novaresi saranno dedicati alla memoria di Giacomo Diena e Amadio Jona, catturati a Novara nel settembre 1943 e poi morti ad Auschwitz.


Il raduno è previsto alle 10 in piazza Gramsci, dove verrà data la partenza mezz’ora dopo. I partecipanti al percorso di 10 chilometri percorreranno via Omar in direzione di piazza Martiri, per poi proseguire verso piazza del Popolo (davanti alla Questura), viale Roma, largo Palatucci, viale Curtatone (Cimitero Urbano), risalendo poi sino a piazza Santa Caterina da Siena per poi giungere in via Omar, davanti alla sede della Fondazione BpN, in Palazzo Bellini. Qui sarà ricordata anche la figura del re di Sardegna Carlo Alberto, che il 29 marzo 1848, poche settimane dopo la concessione dello Statuto, emanò l’editto con il quale concedeva parità di diritti civili e politici ai sudditi ebrei dello Stato sabaudo. Un provvedimento che fece seguito a uno analogo nei confronti dei Valdesi.


La partecipazione è gratuita e ci si potrà iscrivere direttamente sul sito www.ucei.it/runformem. L’evento è patrocinato dalla Polizia di Stato, dall’Ambasciata israeliana di Roma e dal Coni e dalla Prefettura di Novara, dalle Province di Novara, Vercelli e Biella; dai Comuni di Novara (con il sostegno di Acqua Novara Vco), Vercelli, Arona e Meina; dalla Fondazione Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara; dallAnpi di Novara e Vercelli; dal Centro do documentazione ebraica contemporanea, Maccabi Italia, dall’Istituto Storico della Resistenza di Novara e da quello del Vercellese e Biellese. L’organizzazione tecnica è affidata all’Ads Atletica Trecate e il supporto dell’Associazione medici ebrei e Progetto Arca.

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Luca Mattioli

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