Niente Dad per i vaccinati. I dirigenti scolastici auspicano «buonsenso e un aiuto nell’interesse di tutti»

La prossima settimana entreranno in vigore le nuove disposizioni contenute nel decreto approvato ieri dal Governo e che puntano ad aumentare le lezioni in presenza. Per alcuni dirigenti «i tempi sono ristretti e fra l'altro non possiamo sostituirci alle Asl»

Cambiano le regole anti-Covid nel mondo della scuola. Nel nuovo decreto approvato ieri, mercoledì 2 febbraio, dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà decisamente semplificata la Didattica a distanza (Dad), per permettere al maggior numero di ragazzi di poter frequentare le lezioni in presenza; anche con più casi di contagio gli alunni vaccinati restano in classe. Per i non vaccianti la Dad viene ridotta da 10 a 5 giorni.

Le nuove disposizioni comporteranno una nuova organizzazione del carico di lavoro per le scuole e sono in linea di massima accolte favorevolmente dai presidi cittadini che abbiamo sentito, anche se i tempi sono però giudicati «un po’ troppo ristretti per prendere cognizione delle nuove norme». E se chi come Nicola Fonzo, dirigente del Convitto Carlo Alberto, attende «la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale prima di esprimere pareri», non prestando attenzione a indiscrezioni di altra provenienza, il collega Sergio Botta del liceco classico e linguistico Carlo Alberto aispica «il buonsenso da parte di tutti. Rispetteremo le norme cercando il giusto equilibrio, perché la realtà a volte si rivela piuttosto più complessa».

Per Vincenzo Zappia, dirigente dell’agrario Bonfantini, la «particolare tipologia del nostro istituto ci consente, in occasione di giornate non particolarmente rigide, di poter svolgere l’attività all’esterno. Piuttosto – ha voluto precisare – il vero problema riguarda l’individuazione dello stato vaccinale dei soggetti. Non possiamo diventare dei “surrogati” dell’Als nello svolgere un compito per il quale non abbiamo la competenza e l’autorità».

Chi per una serie di circostanze sembra essere un passo avanti è il liceo artistico musicale e coreutico Casorati. Sin dall’inizio dell’emergenza pandemica, come ha ricordato il dirigente Salvatore Palvetti, «abbiamo avuto modo di attrezzarci, sfruttando in pieno le nuove tecnologie, anche perché il nostro problema principale rimane quello della carenza di adeguati spazi per lo svolgimento della nostra didattica. Diciamo che in linea di massima diverse situazioni le stiamo già applicando a titolo precauzionale, tenendo in considerazione anche i ragazzi disabili che necessitano dell’insegnante di sostegno. Cercheremo di fare del nostro meglio».

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Luca Mattioli

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