Attualità

Da 17 Paesi del mondo per il master Emotion dell’Upo

Undici partecipanti hanno già raggiunto Novara, mentre i cinque rimanenti potranno arrivare in Italia solo quandto le normative di mobilità internazionale lo permetteranno

È da poco iniziata all’università del Piemonte Orientale la seconda edizione di Emotion (European Master in Traslational Cosmetics and Dermatological Sciences, sito Web), il master di primo livello attivo presso il Dipartimento di Scienze del farmaco incentrato sulla ricerca e sviluppo di prodotti cosmetici e farmaci dermatologici dallo spiccato respiro internazionale co-finanziato dalla Comunità Europea.

Il master è interamente svolto in lingua inglese e richiama studenti da tutto il mondo. L’edizione 2020 vede la partecipazione di venti masteristi laureati in ambito medico, chimico e farmaceutico. Questi studenti sono stati selezionati tra più di 200 candidature ricevute e provengono da 17 Paesi diversi (Italia, Ungheria, Spagna, Montenegro, Serbia, Bielorussia, Ecuador, Messico, Brasile, Giordania, Siria, Pakistan, Malesia, Filippine, India, Cina e Camerun).

 

 

Undici partecipanti hanno già raggiunto Novara, mentre i cinque rimanenti potranno arrivare in Italia solo quandto le normative di mobilità internazionale lo permetteranno. Fino ad allora la didattica si sta svolgendo sia in presenza sia in remoto. Il programma è cominciato con il tour nella città di Novara organizzato dall’Erasmus Student Network ed è proseguito con la presentazione delle due Università Partner (“Miguel Hernandez”, in Spagna, e “Namur”, in Belgio), e con gli interventi dei relatori che si sono susseguiti durante la prima settimana del master.

Il master è diretto dal professor Armando Genazzani (direttore del DSF) ed è coordinato per l’Università del Piemonte Orientale dalla professoressa Tracey Pirali (Dipartimento di Scienze del farmaco UPO). Al coordinamento scientifico del corso partecipano anche Asia Fernandez-Carvajal e Antonio Ferrer-Montiel (Universidad Miguel Hernandez, Elche, Alicante, Spagna), Jean-Pierre Gillet (Université de Namur, Namur, Belgio) e Joachim Fluhr (Charité – Universitätsmedizin Berlin, Berlino, Germania).

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