Coldiretti Piemonte: «Siccità, lo stato di calamità non basta a garantire la produzione di cibo»

L’acqua serve subito, 24 ore 24: più flessibilità e la deroga straordinaria al deflusso minimo vitale

«Abbiamo bisogno di acqua subito, 24 ore su 24, per questo chiediamo maggiore flessibilità e la deroga straordinaria al deflusso minimo vitale per evitare di perdere alcune delle colture fondamentali della nostra Regione come il mais, il riso, le foraggere. Non c’è più tempo da perdere: non possiamo aspettare l’iter burocratico che segue alla richiesta dello stato di calamità e di emergenza, vanno trovate soluzioni immediate». E’ quanto afferma Coldiretti che ha partecipato al tavolo organizzato da Regione Piemonte per l’emergenza siccità, alla presenza del governatore, Alberto Cirio.

Il livello idrometrico del fiume Po è sceso a -3,7 metri su livelli più bassi da almeno 70 anni ed il lago Maggiore è in sofferenza con un grado di riempimento del 22,7%. E’ emergenza siccità in tutto il territorio con la Regione che ha richiesto al Mipaaf il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’agricoltura ed al Governo lo stato di emergenza, come Coldiretti Piemonte aveva sollecitato in occasione del tavolo dello scorso 14 giugno, per il monitoraggio del rischio di perdita del raccolto a causa della siccità. Già in decine di Comuni sono state emanate ordinanze per l’uso consapevole dell’acqua e in 10 località tra il Novarese ed il Verbanese si è disposto il razionamento notturno.

«E’ urgente che i gestori dei bacini idrici montani ad uso idroelettrico consentano il rilascio  di una  maggiore quantità d’acqua per l’intero arco della giornata, come concordato grazie all’accordo proficuo tra Coldiretti ed Iren Energia Spa  – hanno sottolineato il presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo e il direttore Francesca Toscani – Non possiamo far correre alle nostre imprese il rischio di non adempiere agli impegni previsti dal Psr e dalla Pac per cui è fondamentale che una volta riconosciuto lo stato di calamità naturale vengano adottate tutte le azioni necessarie. Ancora più in questo momento di guerra in Ucraina, il tema della produzione di cibo e dell’autosufficienza dall’estero è centrale per cui deve essere alta l’attenzione al tema idrico per garantire la possibilità di produrre alle nostre imprese che già stanno vivendo un momento particolarmente difficile con gli sconvolgimenti di mercato in atto».

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