Coldiretti Piemonte: «Il 23% dei pensionati lavora per salvare raccolti»

Secondo Coldiretti occorre emanare un decreto flussi 2023 per garantire manodopera stagionale

In Piemonte almeno il 23% dei pensionati continua a lavorare in agricoltura per salvare i raccolti e garantire le forniture alimentari messe a rischio dalla difficoltà di reperire manodopera. E’ quanto afferma coldiretti Piemonte nel commentare i dati Istat sulle condizioni di vita dei pensionati in Italia.

A livello nazionale, sul totale di 444mila pensionati lavoratori nel 2021 ben 72mila si trovano nelle campagne con un aumento record del 22,4% rispetto al 2019.

«Un risultato – hanno evidenziato Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato Confederale – frutto della necessità di rispettare i cicli stagionali della produzione e di non perdere i raccolti di fronte alla carenza di manodopera qualificata resa più evidente durante l’emergenza Covid che ha ostacolato gli ingressi alle frontiere dei lavoratori stranieri che rappresentano una componente importante per le attività agricole, soprattutto in Piemonte per la raccolta della frutta e per la vendemmia. Una situazione – hanno continuato Moncalvo e Rivarossa – che va affrontata con le formule più adeguate che garantiscano maggiore semplificazione per le imprese e le necessarie tutele per i lavoratori agricoli attraverso il confronto con le Istituzioni e i sindacati. Occorre anche emanare immediatamente il decreto flussi 2023 per l’ingresso regolare dei lavoratori migranti stagionali necessari per raccogliere il Made in Piemonte e per garantire la manodopera nei campi, potenziare la produzione di cibo e difendere la sovranità alimentare».

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