Babbo Natale vive vicino a Novara

Babbo Natale vive vicino a Novara. Per la precisione ad Agrano, piccola frazione di Omegna che si incontra subito dopo Armeno sulla strada che sale verso il Mottarone. Nella vita quotidiana è noto anche come Adriano Trisconi, ma per i bimbi di tutto il mondo è davvero Santa Claus. E a incontrarlo da vicino si capisce subito come quella per lui sia ben più che una parte da recitare. In primis dalla barba bianca (vera), che sfoggia 365 giorni l’anno. Ma soprattutto per la sua naturale dedizione verso gli altri, frutto anche di una storia personale caratterizzata da un periodo non semplice che però «mi ha davvero permesso di ritrovare la vita», sottolinea. Scopriamola insieme.

 

Adriano è uno dei Babbi Natale che si possono incontrare nella grotta di Ornavasso, festeggia la vigilia il 24 di ogni mese e in questi giorni è il protagonista di uno spot pubblicitario di una nota marca di scarpe antinfortunistiche, in onda in Italia, Francia e Spagna.

Che effetto fa bucare lo schermo?
«Girare questo spot è stata un’esperienza bellissima e impegnativa, ma non faticosa – racconta – Davanti alla telecamera ho avuto qualche esitazione, perché per me era davvero la primissima esperienza. Ma tutta la troupe della Vision Works, che ha realizzato lo spot, mi ha aiutato moltissimo mettendomi sempre a mio agio. Domenica ho assistito alla prima messa in onda con la mia famiglia e alcuni amici: quando mi sono visto in tv mi sono meravigliato moltissimo, i ragazzi della produzione hanno davvero fatto un bel lavoro e voglio ringraziarli».

Davanti a un altro schermo ha trascorso le ultime settimane: quanti bimbi ha incontrato?
«Purtroppo la pandemia non ha permesso l’apertura della grotta di Ornavasso, per cui abbiamo fatto tutto con le videochiamate – spiega – All’inizio ho dovuto prendere un po’ di confidenza con la tecnologia e superare il fatto che non ci fosse un contatto reale con i bimbi, ma poi è andato tutto bene, come dimostrano i sorrisi che mi hanno regalato. Non so dire quanti ne ho incontrati, sicuramente centinaia, dal momento che faccio 3 ore e mezza di videochiamate al giorno. Per me i bambini sono qualcosa di meraviglioso, danno tantissima gioia e sono sempre sinceri. Il bimbo che mi ha colpito di più era venuto alla grotta qualche anno fa: si è seduto sulle mie ginocchia e mi ha detto “come regalo vorrei un aereo che mi possa portare a trovare il mio papà”. Non ho saputo trattenere le lacrime, è un ricordo molto toccante».

E l’incontro in cui ha riso di più?
«Ah beh, sempre nella grotta, quando è arrivata una comitiva da Palermo. Mi sono ritrovato con una ventina di bambini tutti in braccio e abbiamo riso tantissimo tutti insieme. Questo sarebbe stato il nono anno in grotta – aggiunge – è un’esperienza fantastica, perché incontri bimbi da tutto il mondo. L’anno scorso la prima famiglia che è entrata veniva addirittura dal Texas».

Perché festeggia la vigilia il 24 di ogni mese? Cosa succede?
«E’ un’altra magica opportunità che vivo al Mirtillo Rosso di Riva Valdobbia, una struttura per famiglie – risponde – in cui i bimbi incontrano Babbo Natale il 24 di ogni mese (tranne che a ottobre, novembre, aprile e maggio, periodi di chiusura). E’ bellissimo, perché quando viene annunciato il mio arrivo loro si radunano nell’atrio e quando entro e li saluto esplodono letteralmente dalla gioia. Facciamo anche colazione insieme, poi andiamo nella mia casetta all’esterno e facciamo delle passeggiate nella natura. In questi giorni sono lì con loro, ovviamente non possono venire in braccio in questo periodo, ma è bellissimo comunque. Per i bambini, ma anche per i genitori: il Natale è davvero magico, perché tutti si staccano dalla realtà ed entrano nella gioia».

Lei è anche autore del libro “Un sorso di bellezza”: possiamo dire che è un altro modo per mettersi a disposizione degli altri?
«Il libro nasce dal fatto che in passato, per 4-5 anni, ho avuto problemi con l’alcol e mi sono completamente perso la vita di mia figlia Cristina negli anni dell’adolescenza. Grazie a lei e a mia moglie Maddalena, di cui sono ancora innamorato dopo 50 anni, sono entrato in comunità e ho scoperto pian piano che la vita aveva ancora tanto da darmi. Da 29 anni faccio parte del Club alcolisti in trattamento e accompagno le persone nell’uscita dal tunnel: chi avesse bisogno può contattare a qualsiasi ora. Posso dire che gli alcolisti sono peggio dei bimbi, hanno molti più problemi. Per questo è importante aiutarli. Oggi, Natale 2020, sono 11.001 giorni che non tocco alcol: continuo sempre a contarli, non perché ne ho bisogno per resistere alla tentazione, ma perché sono i giorni trascorsi da quello in cui ho ritrovato la mia vita. Dio ci ha dato questo dono prezioso, ma molto spesso ce ne dimentichiamo».

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0 risposte

  1. Cristina Trisconi grazie Elena bellissima untervista . A Babbo Natale é piacita tantissimo 🔝🔝🔝♥️

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