Al via il bando regionale per la ristrutturazione del Castello di Miasino. La soddisfazione del consigliere Rossi, «ma non perdiamo altro tempo»

Entro il prossimo 27 settembre saranno messi a disposizione 1,4 milioni di euro per la riqualificazione architettonica e impiantistica dell'immobile, uno dei beni confiscati alle mafie più significativi nel nostro Paese

Una notizia attesa da tempo. La Regione Piemonte ha provveduto a pubblicare il bando per la ristrutturazione del Castello di Miasino, mettendo a disposizione entro il prossimo 27 settembre, la somma di 1,4 milioni di euro per la riqualificazione architettonica e impiantistica dell’immobile, uno dei beni confiscati alle mafie più significativi nel nostro Paese.


Un nuovo tassello si aggiunge insomma alla storia dell’edificio, sottratto dallo Stato al boss della camorra Pasquale Galasso nell’ormai lontano 2006 e dieci anni dopo “consegnato” dall’Anbsc (l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) alla Regione Piemonte al termine di una significativa cerimonia alla presenza tra gli altri del procuratore antimafia Franco Roberti e della presidente dell’apposita commissione parlamentare Rosy Bindi.


Un iter che era partito ancora prima, con una mozione presentata a Palazzo Lascaris nell’ottobre del 2014 come primo firmatario dal consigliere novarese del Pd Domenico Rossi con la quale si chiedeva alla Regione di farsi carico dell’edificio; e poi ancora con un atto del marzo successivo della Giunta alla stessa Anbsc dove si esprimeva la volontà di acquisire al patrimonio regionale l’immobile.

«Una notizia che aspettavamo da tempo – ha commentato oggi con soddisfazione Domenico Rossi – In questi anni non mi sono mai arreso: nel corso di entrambe le legislature ho messo tra le priorità della mia azione il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, tra cui appunto il Castello di Miasino, l’unico gestito direttamente dalla Regione». Un percorso che ha visto coinvolte prima l’amministrazione subalpina guidata da Sergio Chiamparino e poi quella attuale con il presidente Alberto Cirio: «Però – ha puntualizzato Rossi – potremo dirci davvero soddisfatti solo quando il Castello tornerà alla collettività e sarà in grado di generare economia pulita e cultura per la nostra comunità».


Per il consigliere regionale novarese sarà importante «non perdere altro tempo. Per questo ho chiesto al presidente Cirio che nel corso dell’anno stimato per la realizzazione dei lavori venga contemporaneamente predisposto un bando per l’assegnazione sociale del bene. Sarebbe bello riuscire ad affidarlo entro la fine del 2022. Da parte mia – ha concluso – continuerò il mio impegno per monitorare il percorso».

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