Novara-Vercelli, qual è lo scopo della nuova strada?

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Gentile Direttore, ho letto in questi giorni che anche una forza politica novarese di opposizione ha dato il suo benestare alla superstrada Novara-Vercelli, definendola un’opera “strategica”. Ora, il dizionario spiega che “strategico”, in senso figurato, è “ciò che serve a raggiungere un determinato scopo”. Ma qual è lo scopo in questo caso? Non è la liberazione dei paesi tra le due città dal traffico pesante. Per fare ciò, basterebbe un’ordinanza che vieti il transito dei Tir sulla strada provinciale. E l’obiettivo perseguito sarebbe ottenuto subito e non, se va bene, alla fine degli anni Venti, visto che l’inizio dei lavori dovrebbe essere il 2024.

Quindi, qual è lo scopo della strada? Si vuole consentire ai pendolari di muoversi più facilmente? Ma perché non usare una frazione della cifra prevista per pagare il 50% dell’abbonamento annuale ai pendolari, studenti o lavoratori, che ne facciano richiesta? Un’altra idea esposta da un’autorevole personalità politica è che, senza la strada, l’ospedale di Novara resterebbe una “cattedrale nel deserto”. Mi sembra una motivazione talmente risibile che preferisco non commentarla.

Allora cosa? Per realizzare una strada che “guardi all’ambiente e agli interscambi modali non solo per i trasporti della logistica ma anche per il turismo e la scoperta del paesaggio”? Ma non sembra anche a chi formula queste proposte che “logistica” e “turismo” siano termini in contraddizione tra loro? E che il paesaggio, se lo usiamo per costruire una strada di 30 metri di larghezza per circa 25 chilometri di lunghezza, sarà un ricordo? Evidentemente l’unica motivazione logica per costruire la strada Novara-Vercelli è quella di fornire uno strumento alla logistica.

Ora, chi progetta l’espansione della logistica e pone il territorio e la viabilità al suo servizio? Non certo la politica. Al massimo, la politica afferma che saprà controllare che tutto venga fatto a norma di legge. Come se fosse un risultato e non il minimo che ci si possa aspettare. I 50 milioni spesi per la strada non potranno essere impiegati in modo produttivo, non saranno sufficienti per completare l’opera, ma saranno la ragione per chiederne altri visto che la nuova strada ne costerà il doppio se non il triplo.

Possibile che nessuno, a parte qualche cittadino che protesta, abbia capito nulla della espressione “transizione ecologica”? Possibile che non si sia compreso, in tempi di guerra, che il suolo agricolo ha una funzione, questa sì, strategica in senso militare, perché consente di produrre le risorse alimentari? Possibile che la politica non abbia saputo che è stato inserito in Costituzione il vincolo di tutela degli ambienti naturali? Possibile che non siano state lette le linee guida del PNRR che parlano di mobilità sostenibile e ad essa vincolano i finanziamenti?

Riformulo la mia domanda: chi progetta l’espansione della logistica sul territorio, con quali criteri, con quali obiettivi e perché la politica non riprende il suo ruolo di guida, di controllore, di moderatore degli interessi privatistici? Dopo aver letto questa lettera qualcuno dirà che si tratta di un attacco alla politica. No, si tratta di una richiesta. Vorrei più politica, non meno. Ma una politica non distratta da obiettivi personalistici ed elettoralistici, non permeata di conformismo, di passività, di rassegnazione e di spinte ultraliberiste.

Alla politica novarese vorrei proporre, piuttosto, di riflettere sulle ragioni per le quali alcune società che operano nella realizzazione di infrastrutture ritengano opportuno togliere ogni sera dai cantieri i loro escavatori e riportarli il giorno dopo. Vorrei proporre di lavorare per capire i percorsi dei rifiuti e delle ditte che li trasportano, magari attraverso la auspicata ma finora non realizzata “Commissione antimafia del comune di Novara”. Vorrei dire ai politici e, in particolare, al Presidente del Consiglio regionale Cirio: “Avete 50 milioni? Usateli per la salute del territorio, per il benessere dell’ambiente, per piantare delle foreste, per creare sistemi di raccolta e depurazione dell’acqua, per fare investimenti produttivi, per dare una sanità pubblica e universale ai cittadini, per quello che volete voi, ma non sprecateli”.

Roberto Leggero, Presidente Associazione La Torre-Mattarella

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6 risposte

  1. Sono d’accordo!La strada è troppo larga non servono quattro corsie per andare a Vercelli!! E poi i novaresi e i vercellesi sono da sempre in competizione 😁😁 Anche la paniscia è diversa !A parte gli scherzi è un’ opera troppo invasiva Si poteva fare qualche intervento per tagliare fuori i paesini con le strade strette 👎

  2. Perfettamente d’accordo. Evidentemente le nostre amministrazioni sono convinte che d’ora in poi i nostri pomodori ed il grano andremo a comprarli su Amazon !

  3. Perché fare un’altra strada a quattro corsie ? Vi è già la ferrovia, da potenziare ; l’autostrada,la statale volendo da allargare ed aggiungere due bretelle a Cameriano e Orfengo, la strada Novara-Biandrate bella larga.
    Noi i prossimi mesi abbiamo bisogno assoluto di cereali per via della guerra russa – ucraina, non arriverà più , per alcuni-molti anni,il 40% di cereali importati da quei paesi ( dalla Russia per le sanzioni e dalla Ucraina per la contaminazione dei terreni dovuti all’invasione russa ).Noi abbiamo bisogno fino all’ultimo metro quadro di terreno agricolo da coltivare, abbiamo bisogno di un cambio di mentalità sulle energie, energie rinnovabili ed autostite ( come il lavoro per produrre dette energie ) sul territorio , energie pulite e democratiche : paese per paese, città per città. I mezzi e le tecnologie ci sono ,manca la volontà politica. Bisogna battersi affinché il Lavoro e il Sociale spostino le decisioni della politica di destra .
    A chi servono le quattro corsie?
    Quando siamo già pieni di logistica ?

  4. ben detto
    in questi tempi con 50 Milioni non si buttano via così sensa un senso logico, si potevano fare tante cose molto più utili per il futuro dei propri cittadini.
    Penso all’acqua ad esempio senza la quale non c’è vita, investendo nel recupero e nella depurazione per il suo riuso in agricolatura.

  5. Non si può che sostenere quanto esposto dal professor Leggero. Il suolo fertile andrebbe considerato come una vera e propria risorsa non rinnovabile e il suo consumo azzerato per poter fornire alle generazioni future un paese più solido (produzioni strategiche) e più robusto davanti alle grandi incognite del futuro. Brancolare nel buio affidandosi a schemi semplicistici non porta a una progettazione del futuro organica ma solamente a dei mostri (a volte ecomostri).
    Siamo ancora in tempo per invertire la rotta e ripensare ali concetti di resilienza e di transizione ecologica.

  6. Avevo messo alcuni appunti giorni fa e sono spariti , perché?
    Comunque, con l’invio di armi alla Ucraina siamo entrati in guerra contro la Russia. Aldilà dei danni a cose e persone, la guerra blocca i terreni agricoli di quei due paesi, il loro e nostro granaio , per cui i cereali dobbiamo produrli qui ed ogni metro quadro di terreno deve essere utilizzato per l’agricoltura e non per la logistica . Pietro Giuliano.

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