Il Piemonte avrà un piano per l’economia circolare. Rossi: «Così si coniuga crescita economica e tutela ambientale»

Il Piemonte avrà un Piano regionale per la bioeconomia e l’economia circolare. Lo ha deciso ieri, mercoledì 30 dicembre, il consiglio regionale votando all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Domenico Rossi nel novembre 2019. «Un atto importante che non deve rimanere sulla carta, bensì aprire un periodo di transizione e trasformazione. Per questo lavoreremo da oggi in poi» commenta Rossi, portavoce del gruppo PD nella Commissione Ambiente

«Si tratta di un atto fondamentale – prosegue il consigliere – che ci mette nella condizione di coniugare crescita economica e tutela ambientale. Il modello economico lineare, fondato sullo sfruttamento delle risorse naturali, non è più sostenibile. Abbiamo il dovere di promuovere un’economia giusta, che produca lavoro, crescita, ma minori emissioni di CO2, meno consumo di materia prima e rifiuti. Si tratta, inoltre, di un settore ad alto potenziale. L’Alleanza per l’economia circolare stima che al 2030 si possa raggiungere il 7% di maggiori investimenti con una diminuzione del 10% dei costi, del 17% di emissioni, ma con 700.000 mila posti di lavoro in più».

 

 

L’ultimo rapporto Intesa Sanpaolo-Assobiotec stima il fatturato del settore in 328miliardi di euro e la Strategia Nazionale sulla Bioeconomia si pone l’obiettivo di aumentare le performance del 15% entro il 2030. «L’Europa e l’Italia – prosegue il primo firmatario – hanno avviato da tempo consistenti programmi di investimento nel settore, per questo motivo elaborare una strategia e livello regionale significa anche prepararsi per intercettare risorse importanti; basta pensare al Green New Deal o al Next Generation UE. Significa, inoltre, valorizzare le tante eccellenze già presenti nella nostra regione che rappresentano punti di riferimento a livello internazionale, con le quali mi auguro la Regione vorrà costruire il piano piemontese. Le trasformazioni epocali di questo tipo non si improvvisano, ma vanno accompagnate”. Il rapporto OCSE “The Bioeconomy to 2030: designing a policy agenda” attribuisce alla bioeconomia la capacità di imprimere una vera e propria spinta propulsiva verso una nuova “rivoluzione industriale”».

«L’approvazione all’unanimità di questo atto di indirizzo – aggiunge il capogruppo del Partito Democratico Raffaele Gallo – ha un importante significato politico. Questa giunta ha dimostrato in questo primo anno e mezzo di governo di avere significative carenze sul piano della programmazione riducendo spesso la sua azione ad interventi puntuali, fuori da una visione globale. Siamo contenti di poter essere d’aiuto in tal senso rispetto ad un tema su cui si gioca una parte importante del futuro della nostra regione»

Come mettere in atto gli impegni contenuti nella mozione? «Al settore pubblico e alla politica spetta il compito di guidare la transizione da un’economia lineare ad una circolare anche creando i presupposti per la crescita culturale necessaria allo sviluppo di questi nuovi paradigmi – spiegano i consiglieri Dem, evidenziando che «per caratteristiche e vocazione, il Piemonte può essere un’ideale piattaforma per il comparto e quindi è necessario, in primis, partecipare attivamente al Tavolo Nazionale per la Bioeconomia. Su quel modello occorre, quindi, crearne uno a livello regionale dove le eccellenze del mondo dell’università e della ricerca, oltre alle aziende leader che hanno sede nel nostro territorio, possano contribuire a mettere nero su bianco un piano regionale per la bioeconomia e l’economia circolare al fine di facilitare la nascita di un ecosistema dove le diverse parti comunichino tra di loro per un obiettivo comune e con visione sistemica».

I dati sono stati elaborati dall’Alleanza per l’economia circolare conta 18 imprese di spicco in tutta Italia tra cui anche la Novamont di Novara che ha attivato un modello di bioeconomia basato sull’uso efficiente delle risorse rinnovabili e sulla rigenerazione territoriale. Partendo dalle aree locali, l’azienda attiva bioraffinerie integrate nei territori dedicate alla produzione di bioplastiche e bioprodotti da fonti rinnovabili concepiti per la tutela del suolo e delle acque, attraverso la riconversione di siti industriali non più competitivi, nel rispetto delle specificità locali e in partnership con tutti gli attori della filiera. Il Mater-bi è l’innovativa famiglia di bioplastiche biodegradabili e compostabili, sviluppato dalla ricerca Novamont per offrire soluzioni a specifici problemi ambientali e promuovere consumi e comportamenti sostenibili.

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