Sette anni in tangenziale: la strada è pronta ma senza Salvini non si passa

Nuova Tangenziale Novara

Nel celebre film di Jean-Jacques Annaud, il protagonista impiega “Sette anni in Tibet” per spogliarsi delle proprie certezze, scalare le vette dell’Himalaya e raggiungere finalmente l’elevazione spirituale. Agli automobilisti novaresi è stato richiesto un percorso di ascesi e sopportazione di pari durata per vedere il completamento dei lotti 0 e 1 della tangenziale. Un’attesa culminata nelle scorse settimane in un paradosso: la strada era finita, intonsa, tracciata in modo impeccabile. Eppure, inaccessibile.

Il motivo di questo stallo sul traguardo non risiedeva in complessi e imprevisti collaudi strutturali, né in improvvisi cedimenti geologici. La ragione va ricercata in quel dogma invisibile, ma più solido del cemento armato, che governa la consegna delle opere pubbliche nel nostro Paese: la liturgia istituzionale. In Italia l’ingegneria civile non risponde soltanto alle fredde leggi della fisica, ma a quelle ben più imperscrutabili del cerimoniale. Un’infrastruttura, per quanto fisicamente ultimata, ontologicamente non esiste finché non viene sancita dal taglio di un nastro tricolore a favore di obiettivo. E per officiare il rito in maniera adeguata, l’opera doveva pazientemente attendere di potersi incastrare nella fitta agenda del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Si spiega così la surreale prospettiva offerta di recente ai pendolari: da un lato la riapertura del vecchio asse viario, chiuso momentaneamente per la sostituzione dei guardrail, dall’altro la nuova, perfetta arteria, languidamente adagiata oltre i blocchi di sbarramento. Un’installazione concettuale da ammirare ma da non calpestare, figlia di una prolungata “melina” da parte di Anas che ha trasformato l’ultimo miglio in un’attesa degna dei migliori film thriller.

Ora che l’allineamento astrale tra l’asfalto e gli impegni romani si è finalmente compiuto, l’opera può debuttare in società. Il manto stradale, dopo aver beneficiato di un’esclusiva e prolungata stagionatura al riparo dall’usura degli pneumatici, riceverà la tanto attesa validazione istituzionale il 12 ottobre. L’illuminazione, alla fine, è arrivata: non conduce al Potala di Lhasa, ma decongestionerà il traffico del novarese. E dopo sette anni, è già un miracolo a cui accontentarsi di credere.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.