Carcere di Novara, carenza di agenti: nessun nuovo reparto al posto del 41 bis

È stata sospesa, almeno per il momento, l’apertura del nuovo reparto detentivo del carcere di Novara nel settore che fino al mese di giugno aveva ospitato i detenuti del 41 bis. La decisione è emersa nell’ambito della distribuzione dei 99 nuovi agenti della Polizia penitenziaria del 186° corso, secondo scaglione, destinati agli istituti di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

A darne notizia è la Uil Fp Polizia Penitenziaria, che nei giorni scorsi aveva chiesto al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di rivedere il programma delle nuove aperture per evitare che una parte consistente dei neo agenti venisse assorbita dai nuovi reparti, lasciando sostanzialmente invariata la carenza di personale nelle strutture già in sofferenza.

La questione era stata affrontata nell’incontro del 2 ottobre al Provveditorato, convocato proprio per definire la distribuzione delle 99 unità in arrivo nel distretto. In quella sede il sindacato, rappresentato dal segretario generale regionale Antonio Napoli, aveva proposto di dilazionare nel tempo l’attivazione dei nuovi reparti, collegandola anche alle future assegnazioni di personale.

Dalla successiva informativa dell’Amministrazione è arrivata la conferma del rinvio dell’apertura del nuovo reparto di Novara. Restano invece confermate quelle del reparto detentivo della Casa circondariale di Cuneo e dell’istituto penitenziario di Alba, ai quali sarà destinato il maggior numero di nuovi agenti proprio per consentirne l’avvio. Le altre unità saranno distribuite negli istituti del distretto per incrementare gli organici.

«Prendiamo atto positivamente del fatto che le nostre richieste siano state ascoltate – afferma Napoli –. Avevamo evidenziato con chiarezza il rischio che l’apertura contemporanea di nuovi reparti potesse determinare un ulteriore depauperamento degli organici degli istituti già in grave sofferenza. La scelta di procedere con una programmazione più graduale, rinviando per il momento l’apertura del reparto di Novara, va nella direzione che avevamo indicato».

Per la Uil, infatti, l’arrivo dei neo agenti dovrebbe servire prima di tutto a colmare almeno in parte le carenze esistenti, evitando che le nuove assegnazioni si traducano esclusivamente nello spostamento di personale necessario all’attivazione di ulteriori spazi detentivi.

«Continueremo a vigilare affinché le assegnazioni dei nuovi agenti rappresentino una reale occasione di rafforzamento degli organici e non si traducano semplicemente in una redistribuzione delle carenze – conclude il sindacato –. Gli istituti del distretto hanno bisogno di personale e di programmazione, non di ulteriori aperture che rischino di lasciare scoperte altre realtà».

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