Feifan Jiang è il vincitore della XIV edizione del Premio Internazionale di Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli”. Il venticinquenne cinese, il più giovane dei quattro finalisti, ha conquistato la giuria internazionale ma anche quasi tutte le altre giurie del concorso, portando a casa cinque dei sei riconoscimenti collaterali assegnati al termine della serata.
La proclamazione è arrivata questa sera al Teatro Coccia di Novara al termine della finale che ha visto sfidarsi sul podio quattro giovani direttori: gli italiani Giovanni Fanizza e Mauro Mariani, il giapponese Yuta Kobayashi e il cinese Feifan Jiang. Al secondo posto si è classificato Kobayashi, mentre il terzo premio è andato a Mariani.
«Una bella edizione, per me particolarmente emozionante perché questo premio l’ho vinto», ha commentato Donato Renzetti, presidente della giuria internazionale e vincitore dell’ultima edizione storica del Cantelli nel 1980.
Si chiude così l’edizione 2026 del concorso internazionale dedicato al grande direttore novarese, nell’anno in cui ricorrono i settant’anni dalla sua morte. Un’edizione partita da 200 candidature provenienti da 42 Paesi, ridotte a 19 concorrenti ammessi alle eliminatorie e infine ai quattro direttori arrivati alla prova conclusiva di Novara.
La finale si è svolta in forma di concerto con l’Orchestra Sinfonica di Milano, la stessa che aveva accompagnato i candidati nelle eliminatorie e nelle semifinali dei giorni precedenti all’Auditorium di Milano.
I quattro finalisti si sono confrontati con programmi differenti. Giovanni Fanizza, 30 anni, ha diretto l’Ouverture dalla Norma di Vincenzo Bellini e 4 città invisibili di Andrei Octavian Popescu, partitura vincitrice della Call per compositori 2026 promossa nell’ambito del Premio Cantelli. Yuta Kobayashi, 29 anni, si è misurato con Don Juan, poema sonoro per grande orchestra op. 20 di Richard Strauss.

Mauro Mariani, 33 anni, e Feifan Jiang, 25, hanno invece condiviso la Sinfonia n. 9 in mi minore Dal nuovo mondo op. 95 di Antonín Dvořák: al primo sono stati affidati il primo e il secondo movimento, al secondo il terzo e il quarto.
Quattro direttori non soltanto di nazionalità e formazione diverse, ma con personalità sul podio nettamente riconoscibili. Fanizza arriva alla direzione dopo gli studi di fisarmonica e composizione, Kobayashi porta con sé una formazione che attraversa pianoforte, percussioni e viola, Mariani nasce violoncellista in una famiglia di musicisti, mentre Jiang, il più giovane dei quattro, è entrato giovanissimo nel circuito professionale delle orchestre cinesi. Differenze di percorso che nella finale del Coccia si sono tradotte in quattro modi molto diversi di stare davanti all’orchestra.
E proprio Jiang ha raccolto il consenso più largo. La sua prova è stata particolarmente apprezzata dal pubblico e il verdetto finale ha confermato quella sensazione: oltre alla giuria internazionale, sul suo nome sono confluite quasi tutte le giurie collaterali.
A scegliere il vincitore assoluto è stata la giuria internazionale presieduta da Donato Renzetti e composta da Didier de Cottignies, Patrick Fournillier, Riccardo Frizza, Roanna Gibson, Cristina Rocca, Corrado Rovaris e Ryuichiro Sonoda. Al vincitore vanno 12 mila euro, mentre al secondo e al terzo classificato spettano rispettivamente 8 mila e 5 mila euro.
Il dominio di Jiang è stato evidente anche negli altri verdetti. Il venticinquenne cinese ha conquistato il Premio della Critica, il Premio Management e Agenzie, il Premio Amici del Teatro Coccia, il Premio Giovani-Empatia e il Premio dell’Orchestra Sinfonica di Milano. L’unico riconoscimento andato a un altro finalista è stato il Premio della Città, assegnato a Mauro Mariani.
Un risultato che rende ancora più significativo il successo del giovane direttore cinese: giudizi espressi da componenti molto diverse – musicisti, critici, operatori del settore, giovani e pubblico – hanno finito per convergere quasi unanimemente sul suo nome.
Un Premio internazionale, la sfida resta il rapporto con Novara
Se sul piano artistico e internazionale il Cantelli continua a crescere, resta però aperto il tema del suo rapporto con la città. Per la finale il Teatro Coccia era pieno soltanto per circa metà della sua capienza e una parte consistente del pubblico era composta da invitati. Un dato che stride in parte con il valore dell’appuntamento e ripropone una questione già emersa alla vigilia del concorso: quanto Novara riesca davvero a sentire il Premio Cantelli come un proprio evento.
Perché, per quanto la direzione d’orchestra possa apparire un ambito di nicchia, una finale come quella del Cantelli rappresenta un’occasione che torna soltanto ogni due anni e offre alla città la possibilità, tutt’altro che ordinaria, di ascoltare dal vivo una grande orchestra sinfonica e alcuni dei giovani direttori selezionati tra centinaia di candidati provenienti da tutto il mondo. Proprio per questo, accanto alla crescita internazionale del concorso, resta forse da costruire maggiormente quel contatto esterno con la città capace di portare il Premio fuori dalle mura del teatro e di far percepire ai novaresi la portata dell’occasione.
Una sfida che non toglie nulla al valore raggiunto dalla manifestazione. In apertura di serata il prefetto di Novara Francesco Garsia ha ricordato la Medaglia del Presidente della Repubblica conferita al Premio per questa edizione, sottolineando come il riconoscimento testimoni il ruolo ormai acquisito dalla manifestazione nel panorama artistico e musicale e rappresenti, allo stesso tempo, un riconoscimento a un evento della città di Novara.
Sullo stesso punto è tornato, al termine della finale, il sindaco Alessandro Canelli: «Il Premio sta diventando sempre più importante da quando è rinato: c’è sostegno, ci sono sponsor e soprattutto proietta l’immagine della città all’estero. Giovani, talento e merito si sposano in questo Premio».
A sottolineare il legame tra sostegno privato e territorio è stato anche Giovanni Faraone di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione: «Abbiamo la responsabilità di supportare la crescita economica, ma anche i territori nei quali lavoriamo. È una scelta identitaria».
Accanto alla Fondazione Teatro Coccia, il Premio può contare anche sul sostegno dell’Associazione Patron del Premio Cantelli, presieduta da Mariella Enoc e nata per riunire mecenati e sostenitori privati con l’obiettivo di garantire continuità e prospettiva alla manifestazione. Un progetto che guarda al mecenatismo non soltanto come sostegno economico, ma come strumento per custodire e tramandare l’eredità culturale legata a Guido Cantelli e favorire le nuove generazioni di talenti musicali.
Nell’edizione 2026 l’Associazione Patron, insieme a CM di Claudio Mazzucchelli, ha sostenuto in particolare la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica di Milano, protagonista di tutte le fasi del concorso e chiamata anche a esprimere il proprio verdetto attraverso il Premio dell’Orchestra.
A rendere ancora più forte il legame con la figura alla quale il concorso è dedicato è stata la presenza in teatro di Leonardo Cantelli, figlio di Guido Cantelli.
La proclamazione conclude quattro giorni di concorso tra Milano e Novara e un’edizione particolarmente significativa, non soltanto per i numeri della partecipazione internazionale ma anche per la coincidenza con il settantesimo anniversario della scomparsa di Guido Cantelli, morto nel 1956 a soli 36 anni nell’incidente aereo di Orly.
Un nome al quale Novara resta profondamente legata e che attraverso il concorso continua a intercettare giovani talenti della direzione d’orchestra. Era accaduto anche nel 1967, quando a vincere la quarta edizione fu un ventiseienne Riccardo Muti, all’inizio di quella che sarebbe diventata una delle più importanti carriere internazionali della direzione d’orchestra.
Per Feifan Jiang, dunque, il successo al Coccia rappresenta soprattutto un inizio. A 25 anni lascia Novara con il Premio Cantelli e cinque riconoscimenti collaterali: un verdetto particolarmente netto per un concorso nato proprio con l’ambizione di individuare oggi i direttori destinati a costruire il proprio percorso sui grandi podi internazionali.








