Ahmad Djalali, dieci anni in carcere: al Broletto un incontro con il presidente di Amnesty Riccardo Noury

A dieci anni dall’arresto di Ahmadreza Djalali, il medico e ricercatore che ha lavorato anche a Novara e che dal 2016 è detenuto in Iran con una condanna a morte, la città torna a chiedere la sua liberazione. Lo farà sabato 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, con un incontro pubblico dedicato alla situazione internazionale e alla vicenda del ricercatore.

Alle 21, nel Salone dell’Arengo del Broletto, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, terrà la conferenza “Il lento cammino verso l’abolizione della pena di morte nel mondo”, dialogando con Elena Ferrara, già senatrice nella XVII legislatura.

Djalali, medico e ricercatore esperto di Medicina dei disastri, ha collaborato anche con l’Università del Piemonte Orientale. Arrestato in Iran nel 2016, è stato successivamente condannato a morte. A dieci anni dall’inizio della sua detenzione, l’iniziativa novarese vuole dunque mantenere alta l’attenzione sulla sua vicenda e proseguire la campagna di pressione sulle autorità iraniane per ottenerne il rilascio.

Noury, da anni impegnato sul tema della pena capitale, ricostruirà il quadro internazionale attraverso dati e tendenze globali e regionali, soffermandosi sui Paesi nei quali continuano a essere registrate esecuzioni e condanne a morte e sui reati per i quali la pena capitale viene ancora applicata. Un approfondimento particolare sarà dedicato a Stati Uniti, Iran, Cina e Arabia Saudita, ma anche ai progressi compiuti sul fronte abolizionista.

Al centro della serata ci sarà inevitabilmente anche la situazione di Djalali, sulla quale Noury fornirà gli ultimi aggiornamenti, in un contesto internazionale reso ancora più complesso dai conflitti che interessano il Medio Oriente.

Elena Ferrara, durante il mandato parlamentare, è stata componente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. Dal 2021 fa parte inoltre del Comitato regionale per i diritti umani e civili del Piemonte, nominata dal Consiglio regionale in qualità di esperta.

L’appuntamento del 10 ottobre sarà quindi non soltanto un’occasione per fare il punto sul percorso mondiale verso l’abolizione della pena capitale, ma anche per riportare l’attenzione della comunità novarese sulla sorte di un ricercatore che con Novara ha avuto un legame professionale e accademico e che da dieci anni si trova in carcere in Iran.

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata