Artigiani, Novara tiene ma il futuro preoccupa: crescono gli over 70 e diminuiscono i giovani

Il crescente invecchiamento degli artigiani che porta all’abbandono dell’attività accompagnato da un sempre minor ingresso dei giovani appare un problema sempre più rilevante per il futuro dell’economia in quanto fa intravvedere la perdita di mestieri importanti e qualificati che può tradursi non soltanto nella chiusura di una posizione imprenditoriale, ma nella perdita di un patrimonio economico e professionale difficilmente sostituibile.

Il quadro emerge da una serie di dati elaborati da Cna Piemonte Nord sugli imprenditori associati. Dati tuttavia che disegnano un quadro migliore della realtà novarese rispetto alla regione e al panorama nazionale.

Novara è oggi meno gravata rispetto a molte altre province italiane, poiché presenta una delle strutture imprenditoriali relativamente più giovani del Piemonte: nel 2025 i titolari di imprese artigiane con almeno 70 anni sono 972, pari al 6,1% del totale, percentuale più bassa tra le province piemontesi (con media regionale all’8,4%), sia alla media delle province italiane all’11,4%, dove guidano Grosseto (18,7%), Viterbo (17,9%) e Chieti /17,8%). Altro dato: a Novara si contano 37,2 titolari over 70 ogni mille imprese attive mentre la media piemontese sale a 58,4 e quella italiana arriva a 71,9.

Tuttavia, se pur Novara appare meno esposta di tante altre al rischio di una forte uscita di artigiani dall’attività, il ricambio generazionale deve considerare che dieci anni fa gli ultra70enni erano 749 titolari, il 4,2% del totale) e nel frattempo la disponibilità dei giovani è calata anzitutto anagraficamente: nella fascia 20-39 anni nel 2015 c’erano 81.811 novaresi, quest’anno sono 76.910, il 6% in meno, contrazione significativa lievemente superiore a quella piemontese (-5,7%) ma decisamente migliore di quella nazionale (10,8%). In ogni caso ciò significa che la platea dei giovani che potrebbero entrare nel sistema imprenditoriale si sta restringendo.

Dunque Novara appare tra i territori meno esposti oggi al problema dell’invecchiamento degli imprenditori artigiani , ma il ricambio generazionale è già in allarme: in dieci anni gli over 70 sono aumentati di 223 unità, mentre i giovani tra 20 e 39 anni sono diminuiti di quasi 5 mila persone.

Il problema è sentito perché il tessuto imprenditoriale novarese è fortemente caratterizzato dalla presenza artigiana che rappresenta il 32,9% delle imprese attive, di più sia della media piemontese, (30,1%), sia di quella nazionale (25,8%).

RICAMBIO GENERAZIONALE, I SETTORI PIU’ A RISCHIO

I dati di CNA mostrano che il problema del ricambio generazionale non presenta inoltre la stessa intensità in tutti i comparti: a livello italiano i titolari over 70 sono soprattutto nelle attività estrattive (50,7%) e nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (28,3%).

Per quanto riguarda le imprese giovanili nel decennio 2014-2024 il calo risulta particolarmente marcato nell’industria (-35,9%), nelle costruzioni (-38,7%) e nel commercio (-36,2%). Più contenuta è la diminuzione nel turismo (-18,3%), mentre i servizi alla persona registrano una variazione prossima alla stabilità e i servizi alle imprese mostrano una crescita del 3,5%.

NOVARA E IL PIEMONTE, PROBLEMA GIOVANILE

Il quadro provinciale va inoltre inserito in quello regionale. Tra 2014 e 2024 in Piemonte le imprese giovanili sono passate da 45.305 a 36.530, con una diminuzione del 19,4%, dato tra i peggiori del Nord Italia (ad esempio in Lombardia è -15,1%). E’ vero che non può essere attribuito direttamente alla sola provincia di Novara, ma rappresenta il contesto nel quale opera anche il suo sistema imprenditoriale e la sua capacità di produrre nuove iniziative.

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Immagine di Antonio Maio

Antonio Maio

Nato a Lecco il 26 febbraio 1957, vive a Novara dal 1966. Giornalista dal 1986 ha svolto la professione quasi esclusivamente ai settimanali della Diocesi di Novara fino a diventarne direttore.