«Mi minacciava e alzava le mani: ho fatto le valige in fretta e furia e me ne sono andata». Questo quanto ha raccontato in tribunale a Novara una trentenne della zona di Romagnano Sesia che ha denunciato l’ex compagno per una serie di vessazioni casalinghe e un rapporto sessuale avvenuto senza consenso: «Mi ha bloccata sul letto tenendomi una mano sulla bocca per non farmi urlare, non sono riuscita a oppormi».
Per l’uomo, G.S., sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, è arrivata una condanna a 4 anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale e alcuni episodi di minacce e percosse, come è stata riqualificata l’iniziale ipotesi di maltrattamenti in famiglia. La vittima, costituita parte civile, ha ottenuto una provvisionale di risarcimento dei danni da 8 mila euro. Il pm aveva chiesto 4 anni e 8 mesi, mentre il difensore dell’imputato aveva puntato all’assoluzione parlando di rapporto teso e conflittuale fra i due, e sostenendo la mancanza di riscontri al racconto della vittima e il periodo estremamente breve della convivenza di coppia, tale da non poter configurare quella continuità nel tempo richiesta per i maltrattamenti. E’ stata accolta questa ultima considerazione, tant’è che il reato è stato riqualificato.
Un anno e mezzo fa era stata la giovane a chiedere aiuto al centro antiviolenza di Borgomanero. Agli operatori aveva parlato anche di un’aggressione particolarmente violenta, che l’aveva costretta a farsi medicare al pronto soccorso. Lui l’aveva presa per il collo e scaraventata contro il muro, dicendole: “Ti apro la faccia”. Era un giorno che l’aveva rinchiusa in casa e lei aveva provato a scappare dalla finestra. Nei numerosi litigi in casa, lui aveva anche danneggiato mobili e arredi.








