Il lavoro come diritto, ma soprattutto come bisogno della persona, occasione di realizzazione e fondamento della dignità umana. Parte da questa riflessione la nuova edizione del Festival della Dignità umana, in programma dal 26 settembre al 9 ottobre tra Borgomanero, Novara e Arona.
«Il futuro del lavoro. La dignità della persona» è il titolo scelto per la rassegna, edizione numero dodici, promossa come ogni anno dall’associazione Dignità e Lavoro Cecco Fornara, che riunirà narratori, economisti, filosofi, giornalisti, teologi, imprenditori e manager. Tra gli ospiti figurano Stefano Massini, Luigino Bruni, Davide Maggi, Luca Peyron, Giuseppe Lupo, Monica Maggioni, Maurizio Ambrosini, Silvano Petrosino, Mariella Enoc, Lara Ponti, Deborah Zani, Silvia Zanella e Marco Sciamanna.
«Il festival propone riflessioni autorevoli attraverso relatori di grande valore – ha sottolineato il prefetto di Novara Francesco Garsia durante la presentazione –. Dignità del lavoro significa sicurezza e corretta applicazione dei contratti. L’evoluzione del mondo del lavoro ci pone davanti a molte sfide: ci confrontiamo sempre di più anche con l’intelligenza artificiale, con i suoi limiti e con le questioni etiche che solleva. Dobbiamo esserne consapevoli e il festival ha colto nel segno».
Il tema scelto per questa edizione nasce dalla necessità di interrogarsi sui profondi cambiamenti che stanno attraversando il mondo produttivo e la società: dalla crisi dei modelli tradizionali all’intelligenza artificiale, dal lavoro migrante alla sostenibilità, fino alla crescente difficoltà dei giovani nel costruire prospettive professionali stabili.
«Il lavoro ha perso qualcosa ed è entrato in crisi. Questo genera incertezza e mancanza di speranza – ha osservato Roberto Cicala, fondatore della casa editrice Interlinea –. Seguendo le impostazioni di Giannino Piana ed Eugenio Borgna, portiamo avanti il festival cercando di porre domande e trovare possibili risposte».
Proprio per questa edizione Davide Maggi, componente del comitato scientifico, ha scritto il volume “La persona e il lavoro. Restare umani in un mondo che cambia”, pensato come strumento di riflessione e confronto, in particolare con le nuove generazioni.
«Il libro riflette sul senso del lavoro nel XXI secolo – ha spiegato Maggi –. È un tema già affrontato in passato, ma oggi ci troviamo in un contesto profondamente diverso. Il lavoro è un diritto, ma spesso non ci chiediamo fino in fondo perché lo sia. Bisogna tornare alla radice: non è un bisogno soltanto perché garantisce un reddito, perché questa sarebbe una visione riduttiva. Esiste una dimensione più ampia, fatta di fattori umani e di dignità, che deve essere riscoperta. Il libro vuole essere anche un modo per proporre ai giovani una riflessione sul senso del lavoro».
L’apertura del festival è in programma sabato 26 settembre alle 16, all’auditorium Its del liceo scientifico di Borgomanero. Stefano Massini terrà la lectio “Amare il proprio lavoro. Alla ricerca di una dignità”, dedicata all’urgenza di restituire al lavoro non soltanto dignità, ma anche senso, valore e prospettiva. L’incontro prenderà le mosse dal suo libro “Lavoro”, pubblicato dal Mulino, e sarà introdotto dalla presidente dell’associazione Dignità e Lavoro Cecco Fornara, Antonella Arrigoni.
Il calendario proseguirà fino al 9 ottobre con appuntamenti dedicati all’economia civile, all’intelligenza artificiale, alla civiltà industriale, alla mediazione dei conflitti, alle migrazioni, alla sostenibilità e alle pratiche tossiche che possono compromettere il benessere e la motivazione dei lavoratori.
La conclusione sarà affidata alla tavola rotonda “La dignità del lavoro”, in programma venerdì 9 ottobre alle 21 all’Arengo del Broletto. L’incontro, condotto dal presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia Carlo Robiglio, vedrà confrontarsi Mariella Enoc, Lara Ponti e Marco Sciamanna. L’apertura sarà affidata a Davide Maggi, mentre al dibattito conclusivo parteciperà Elena Ugazio, segretaria generale della Cisl Piemonte Orientale.
Accanto agli incontri pubblici tornano le iniziative rivolte alle scuole. «Vogliamo dare spazio ai giovani attraverso incontri pensati espressamente per loro – ha spiegato Arrigoni –. Quest’anno si aggiunge inoltre il Festival sociale, con tre appuntamenti all’Opera Pia Curti di Borgomanero, alla Casa di giorno di Novara e al Teatro di Borgomanero. Al centro mettiamo la persona, prendendo spunto dal libro di Davide Maggi».
La sezione sociale è destinata in particolare alle fasce più fragili della comunità e intende unire la riflessione culturale a interventi concreti. Tra questi c’è il progetto “Orizzonte Lavoro”, che prevede l’assegnazione di due borse lavoro a persone con difficoltà di inserimento nel mondo produttivo.
«Abbiamo partecipato a un bando regionale – ha ricordato il vicepresidente dell’associazione Luciano Chiesa –. Negli anni scorsi le borse lavoro si sono dimostrate uno strumento molto efficace e non vogliamo far mancare quella concretezza che rappresenta una parte essenziale del significato del festival».
Il programma completo di tutti gli appuntamenti è disponibile a questo link.








