La salute misurata in giorni: la fotografia di Novara tra urgenze garantite e prevenzione in stallo

La giornata mondiale della Salute nasce per ricordare che le cure mediche sono un diritto fondamentale. Lo ricorda anche l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica. Eppure, declinare questo principio nella realtà quotidiana significa fare i conti con un ostacolo invisibile, ma al contempo insormontabile: il tempo. I dati ufficiali sulle liste d’attesa, aggiornati a marzo 2026, offrono una radiografia senza filtri della sanità locale a Novara e provincia. Una sanità frammentata in due dimensioni parallele: quella che corre veloce sulle patologie acute e quella che si arena sulla routine e sui controlli.

Un anno per gli esami al Maggiore, oltre 370 giorni in provincia

La distanza tra il cittadino e la medicina preventiva si misura in centinaia di giorni. Scorrendo i dati dell’ospedale Maggiore, l’orizzonte temporale per gli esami si dilata: per un ecocolordoppler cardiaco a riposo l’attesa è di 365 giorni esatti. Per screening endoscopici come la colonscopia o la sigmoidoscopia si scende di un solo giorno, arrivando a 364. Le prime visite specialistiche seguono lo stesso trend: 288 giorni per la fisiatrica, 211 per la gastroenterologica e 197 per un’ecografia mammaria.

Non va meglio sul territorio provinciale gestito dall’Asl. Le prime visite oculistiche sfiorano o superano l’anno di attesa a Ghemme (379 giorni), Oleggio (373) e Arona (372). Agli ambulatori divisionali di Borgomanero, i tempi per un’elettromiografia semplice si attestano a 248 giorni.

Agende bloccate e carenza di personale

Il problema, in diversi presidi, non è solo l’attesa temporale, ma la saturazione stessa delle prenotazioni. Al poliambulatorio di Novara, l’agenda per una prima visita ginecologica indica 330 giorni di occupazione. Per esami come gli ecocolordoppler a Borgomanero, i documenti riportano semplicemente la dicitura “Oltre 270 giorni di occupazione agenda, disponibili le classi U e B“. La motivazione di questi colli di bottiglia è riportata senza filtri: per prestazioni come i test cardiovascolari da sforzo o le visite gastroenterologiche a Borgomanero, l’Asl specifica che il servizio è garantito solo in classe B “per carenza di personale”.

La seconda velocità: la rete delle urgenze regge

I tabulati mostrano però anche un’altra faccia della sanità novarese: la rapidità di intervento di fronte all’acuto e al sospetto clinico grave. Al Maggiore, un elettrocardiogramma richiede un giorno, una TAC cranio-encefalo 8 giorni e una prima visita oncologica viene garantita in 30 giorni. Anche nei presidi Asl la diagnostica complessa, come la TC torace ad alta risoluzione a Borgomanero, si ottiene in 10 giorni.

Alla fine, la lettura di questi dati restituisce il vero paradosso della sanità pubblica odierna. La rete di protezione tiene saldo l’argine quando la malattia è già in corso o vi è un’urgenza conclamata, garantendo prestazioni salvavita in tempi brevissimi. Il sistema va però in tilt proprio sul fronte del monitoraggio e della prevenzione. In questa Giornata Mondiale della Salute, i numeri novaresi ci ricordano che tutelare il paziente nell’emergenza è vitale, ma costringerlo ad aspettare un anno per un esame di routine significa rinunciare, di fatto, a difenderne la salute prima che si trasformi in malattia.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.