Rimettere in circolo gli appartamenti sfitti, calmierare i prezzi per chi cerca casa e garantire agevolazioni fiscali sicure ai proprietari. È questo il triplice obiettivo del nuovo accordo territoriale per gli affitti a canone concordato, entrato ufficialmente in vigore a Novara a partire da oggi, 1 aprile 2026.
Il documento, siglato lo scorso 27 febbraio, manda in soffitta le vecchie regole ferme ormai da otto anni (il precedente accordo risaliva all’aprile 2018). Si tratta di un’intesa corale, raggiunta dopo un lungo lavoro di mediazione che ha messo allo stesso tavolo le associazioni dei proprietari immobiliari (Ape-Confedilizia, Uppi, Asppi e Appc), i sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat e Assocasa), l’università del Piemonte Orientale e l’ente per il diritto allo studio Edisu.
Come funziona: tre aree, parametri e sconti sulle tasse
La formula del canone concordato (introdotta dalla legge 431/98) permette a proprietari e inquilini di stipulare contratti di locazione con durate flessibili, che vanno da un minimo di 18 mesi fino a un massimo di 6 anni (rinnovabili per altri 2), applicando un affitto di comune convenienza, calcolato su parametri prestabiliti e generalmente inferiore alle fluttuazioni del libero mercato.
La grande novità del documento 2026 riguarda la mappatura della città. Novara è stata suddivisa in tre aree territoriali specifiche. Per ogni area, a seconda delle caratteristiche dell’immobile (che generano un punteggio), vengono attribuite due fasce di canone, una minima e una massima, espresse in euro al metro quadrato. Le tabelle prevedono inoltre margini di scostamento flessibili nel caso in cui l’alloggio venga affittato parzialmente o completamente arredato.
Se l’inquilino beneficia di un affitto più leggero, il proprietario che sceglie questa strada viene premiato dallo Stato con un robusto pacchetto di agevolazioni fiscali, che includono sconti significativi in materia di Irpef, Imu e imposta di registro, a patto che il contratto rispetti al centesimo i parametri dell’accordo.
Il focus sugli universitari e sui comuni dell’hinterland
Un capitolo cruciale del nuovo accordo è dedicato agli studenti universitari, un bacino d’utenza in costante espansione a Novara. In questo caso specifico, l’applicazione del canone concordato esce dai confini del capoluogo e si estende a ben dieci comuni limitrofi: Caltignaga, Cameri, Casalino, Galliate, Garbagna, Granozzo con Monticello, Nibbiola, Romentino, San Pietro Mosezzo e Trecate.
Un’estensione salutata con grande favore da Roberta Piano, presidente di Edisu Piemonte: «Questo accordo consente di offrire agevolazioni che tengono conto delle esigenze degli studenti e della specificità dei cicli di studio. È uno strumento concreto che rappresenta un importante tassello nel rafforzamento dei servizi abitativi sul territorio novarese, e che si affianca alla realizzazione di nuovi posti letto in residenza che stiamo portando avanti».
L’effetto “Silicon Box” e l’attrattività del territorio
L’aggiornamento delle tariffe si è reso indispensabile non solo per il tempo trascorso, ma per il mutato scenario socio-economico della città. A sottolinearlo è la segreteria generale di Sunia Piemonte Nord Est, che evidenzia come il nuovo accordo sia finalmente coerente con il mercato locatizio attuale.
«La firma e il deposito di questo accordo è un traguardo atteso da tempo», hanno spiegato dal sindacato inquilini. «L’obiettivo sostanziale è dare una risposta concreta sul tema casa, accendendo i riflettori sull’abitare e tenendo conto dell’attrattività del nostro territorio spinta da industrie come Silicon Box. Vogliamo garantire in primis affitti calmierati e adeguati, sottolineando al contempo i vantaggi fiscali certi e garantiti ai proprietari». Una mossa strategica per preparare Novara ad accogliere i nuovi lavoratori e studenti del prossimo futuro.






