Si inventa una rapina per nascondere la scappatella: smascherato e multato per 4.800 euro

Si presenta in caserma raccontando di una rapina con pistola, un viaggio forzato fino a Trecate e un misterioso liquido che lo avrebbe fatto addormentare. Ma le telecamere e i dettagli poco credibili fanno crollare la versione

Inventa di essere stato rapinato per nascondere la scappatella con un’altra donna. Una marocchino di 43 anni residente a Novara nel rione di Sant’Agabio è stato quindi indagato e processato per simulazione di reato, rimediando una condanna convertita in multa da 4.800 euro.

Si tratta di un fatto avvenuto due anni fa. L’uomo si era presentato in caserma segnalando una vera e propria aggressione a mano armata: «Mi hanno puntato una pistola e poi costretto a seguirli. Poi mi hanno fatto bere qualcosa e mi sono addormentato». All’inizio aveva creato vero e proprio allarme, visto che stava denunciando un reato particolarmente grave. Ma mano a mano che era andato avanti col racconto, ricco di dettagli inverosimili, i carabinieri hanno iniziato a nutrire qualche sospetto.

La presunta vittima ha detto infatti che stava percorrendo in auto corso Milano quando si era fermato per far attraversare una persona. A un certo punto ne erano spuntate altre due e, minacciandolo con una pistola, lo avevano costretto a scendere per sistemarmi sui sedili posteriori. Con i tre sconosciuti, che lui aveva ritenuto essere nordafricani, era iniziato un viaggio in macchina verso Trecate.

Arrivati in una zona isolata, lo avevano costretto a bere da una bottiglietta un liquido trasparente, che lo aveva fatto addormentare. Per concludere il racconto, il novarese aveva detto di essersi svegliato la mattina dopo a Magenta, ancora seduto sulla sua auto». La versione, soprattutto nella parte finale, non aveva convinto del tutto i militari. Ad apparire poco verosimile era la circostanza che il quarantenne si era svegliato e aveva addosso ancora tutto: soldi, cellulari, portafoglio. Non gli era stato rubato nulla.

Gli investigatori avevano poi visionato le telecamere, sentito alcuni testimoni, e alla fine la vittima della presunta rapina era crollata ammettendo di aver inventato tutto di sana pianta per nascondere alla moglie l’uscita notturna con l’amante.

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