Novara al centro dei tratti autostradali più cari in Italia, in particolare dopo gli aumenti delle tariffe scattati lo scorso 1° gennaio. In una analisi di Altroconsumo su 38 tratte italiane il precorso in A4 fra Novara Est e la barriera di Milano Ghisolfa risulta costare 6,90 euro (10 centesimi in più del mese scorso) e il percorso tra la barriera di Torino Rondissone e il casello di Novara Ovest 11,50 euro (aumento di 20 centesimi).
Calcolando che la prima tratta è di 37 km e la seconda di 59 (secondo Mappe di Apple) il costo fra Novara e il capoluogo di regione è di 19,49 euro su 100 km (quasi 2 euro per 10 km), mentre quello verso Milano è di 18,65. A conferma il fatto che i 14 chilometri tra i due caselli di Novara hanno un costo di 2,70 euro e l’intera tratta Torino-Milano (101 km tra Rondissone e Ghisolfa) costa 18,10 euro.
Senza contare che stiamo parlando dei pedaggi meno cari, quelli di classe A per auto e moto, perché quelli di classe 3 (3 assi) per auto con roulotte al seguito costano 8,80 euro tra Novara e Milano e 14,70 tra Torino e Novara per poi salire rispettivamente a 16,60 e 27,50 per i veicoli di classe 5 come i tir con rimorchio.
COSTI DOPPI CHE IN ALTRE AUTOSTADE
Cifre davvero enormi rispetto a quelle di altre tratte italiane prese in esame da Altroconsumo, dove il valore più caro è sulla A24 (per i 51 km tra Teramo e l’Aquila Est si pagano 5,40 euro cioè 10,59 euro su 100 km), mentre i 22 km fra Napoli e Cosenza (autostrade A2-A3) costano 2,30 euro (10,45 per 100 km) e, ancora, l’A14 tra Pescara Nord e Roma Est, 208 km, costa 21,40 euro, cioè 10,29 ogni 100 km.
Nel resto delle tratte analizzate la maggior parte dei percorsi mostra costi fra i 7,50 e gli 8,30 euro per 100 km. Così anche l’altra autostrada che interessa il territorio novarese, l’A26 Voltri-Sempione (non analizzata dal servizio citato), si posiziona in questo range: sui 23 km tra Ghemme-Romagnano e Arona il pedaggio è di 1,80 euro (78 cent per 10 km) analogamente, ad esempio, ai 59 tra Vercelli Est e Alessandria Sud al costo di 4,90 euro (83 cent ogni 10 km).
AUMENTI CONTENUTI MA PESANO SU CHI LAVORA
Altroconsumo chiarisce che, con le nuove tariffe in vigore dal 1° gennaio e cresciute mediamente dell’1,5%, «i rincari ci sono, ma non sono uniformi e colpiscono in modo diverso a seconda delle aree e delle tratte considerate» e l’aumento «può apparire contenuto, ma che va letto tenendo conto di tariffe già elevate e dell’uso frequente dell’autostrada da parte di pendolari e lavoratori».
Dopo aver spiegato che «nella maggior parte dei casi rilevati gli aumenti si traducono in 10 o 20 centesimi in più a tratta», sottolinea come il problema di tali aumenti «emerge soprattutto nel medio-lungo periodo. Dieci o venti centesimi in più possono sembrare trascurabili se considerati singolarmente, ma diventano un costo rilevante su base annua per chi utilizza l’autostrada quotidianamente».
Infine, considerando il costo chilometrico, «indicatore particolarmente utile per valutare il peso dei pedaggi», diverse tratte superano stabilmente i 10 euro per 100 km, «livelli che collocano molte autostrade italiane tra le più care, indipendentemente dagli aumenti entrati in vigore nel 2026».







