
“Ti apro la faccia”, e la scaraventa contro il muro: l’ex condannato a 4 anni e mezzo
«Mi minacciava e alzava le mani: ho fatto le valige in fretta e furia e me ne sono andata». Questo quanto ha raccontato in tribunale

«Mi minacciava e alzava le mani: ho fatto le valige in fretta e furia e me ne sono andata». Questo quanto ha raccontato in tribunale

Omicidio aggravato, in concorso: è questa l’accusa per cui ieri M.A., 36 anni, ora in carcere, è stato condannato a 20 anni di reclusione al

Lo accusava di far parte di una genia di satanisti e continuava a dirgli che doveva farsi curare. E, ancora più grave, lo definiva spesso

Nei loro tre negozi da barbiere a Trecate e Novara, in periodi di tempo diversi, la coppia avrebbe impiegato otto lavoratori extracomunitari sottoponendoli a condizioni

Due furti nel giro di pochi mesi, e sempre di generi alimentari e alcolici al supermercato. Dopo essere già stato fermato a fine giugno alla

Lo fermano per un controllo stradale e, dopo averlo accompagnato negli uffici della caserma perché ubriaco – risulterà avere valori quattro volte superiori ai limiti

Lo avevano avvicinato con una scusa: «Ci hai rubato il motorino». Così, quasi cinque anni fa – era il 5 luglio del 2021 – un

Si trova in detenzione domiciliare per scontare una condanna per fatti di stalking – aveva lanciato una bottiglia molotov contro la saracinesca del bar in

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio per l’incidente mortale avvenuto domenica 29 marzo sulla provinciale 299 a Suno: quella mattina, all’alba,

Tutti lo conoscevano con un soprannome, «lo zio». Veniva contattato al telefono dai consumatori della zona che, dopo aver ordinato qualche dose, andavano nel luogo

«Mi minacciava e alzava le mani: ho fatto le valige in fretta e furia e me ne sono andata». Questo quanto ha raccontato in tribunale a Novara una trentenne della zona di Romagnano Sesia che ha denunciato l’ex compagno per una serie di vessazioni casalinghe e un rapporto sessuale avvenuto

Omicidio aggravato, in concorso: è questa l’accusa per cui ieri M.A., 36 anni, ora in carcere, è stato condannato a 20 anni di reclusione al termine del processo con rito abbreviato per la sparatoria avvenuta la notte fra il 27 e 28 agosto dell’anno scorso alla rotonda di via Pietro

Lo accusava di far parte di una genia di satanisti e continuava a dirgli che doveva farsi curare. E, ancora più grave, lo definiva spesso «malato pervertito», sostenendo addirittura che abusasse del figlio minore. Anni di vessazioni e accuse ingiuste, sopportate, rivelatesi completamente false. Lui aveva anche tollerato l’avvicinarsi della

Nei loro tre negozi da barbiere a Trecate e Novara, in periodi di tempo diversi, la coppia avrebbe impiegato otto lavoratori extracomunitari sottoponendoli a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno, derivante dalla condizione di clandestinità o presenza irregolare sul territorio, dall’esigenza di avere un guadagno e

Due furti nel giro di pochi mesi, e sempre di generi alimentari e alcolici al supermercato. Dopo essere già stato fermato a fine giugno alla Aldi di Borgomanero, l’altro giorno il ventinovenne W.O.G., domiciliato in zona e noto alle forze dell’ordine, è stato nuovamente arrestato dai carabinieri sempre per furto

Lo fermano per un controllo stradale e, dopo averlo accompagnato negli uffici della caserma perché ubriaco – risulterà avere valori quattro volte superiori ai limiti – dà in escandescenza e aggredisce i carabinieri, mettendosi a lanciare sedie. Uno dei militari viene anche ferito, fortunatamente in maniera non grave. Processato per

Lo avevano avvicinato con una scusa: «Ci hai rubato il motorino». Così, quasi cinque anni fa – era il 5 luglio del 2021 – un gruppetto di giovani aveva bloccato un ragazzo all’epoca diciannovenne, affetto da un leggero handicap, e portato via il cellulare, nella cui cover era anche custodito

Si trova in detenzione domiciliare per scontare una condanna per fatti di stalking – aveva lanciato una bottiglia molotov contro la saracinesca del bar in cui lavorava una ragazza da cui pretendeva consumazioni gratis – e la polizia lo sorprende fuoricasa durante normali controlli del territorio nel rione di Sant’Agabio

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio per l’incidente mortale avvenuto domenica 29 marzo sulla provinciale 299 a Suno: quella mattina, all’alba, Kemuel Vinotti, 21 anni, residente a Gambolò (Pavia), era morto praticamente sul colpo dopo che la Bmw sulla quale viaggiava, guidata da un amico, si

Tutti lo conoscevano con un soprannome, «lo zio». Veniva contattato al telefono dai consumatori della zona che, dopo aver ordinato qualche dose, andavano nel luogo concordato. Lo spacciatore usciva dalla fitta vegetazione per la consegna, un po’ come avviene in tante piazze di spaccio nei boschi novaresi, da quelli dell’Ovest