
Spaccio nei boschi di Gozzano e Oleggio: due condanne per 13 anni di carcere
Erano due protagonisti dello spaccio nei boschi del Novarese, uno nella zona di Gozzano, l’altro in quella di Oleggio. Facevano parte di un più vasto

Erano due protagonisti dello spaccio nei boschi del Novarese, uno nella zona di Gozzano, l’altro in quella di Oleggio. Facevano parte di un più vasto

Insulti, minacce, schiaffi, continui richiami al rispetto delle tradizioni, con impossibilità di uscire liberamente da sola e obbligo di consegnare lo stipendio al marito. Due

Assolta anche nel secondo processo per peculato: non si è appropriata di soldi del teatro approfittando del suo ruolo di incaricata di pubblico servizio. Anzi,

Perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e volere al momento dei fatti. L’ha chiesta la procura di Novara, in incidente probatorio (anticipo di

Stavano probabilmente andando a rifornire i “colleghi” pusher nei boschi dello spaccio a Gozzano, zona tristemente nota per essere diventata un market degli stupefacenti. Erano

Si presenta in caserma raccontando di una rapina con pistola, un viaggio forzato fino a Trecate e un misterioso liquido che lo avrebbe fatto addormentare.<br

«Mi piacerebbe vedere il tuo cervello schizzare sulle pareti». Questa la minaccia che l’uomo, impugnando una pistola ad aria compressa (arma di libera vendita), aveva

Un tentativo di truffa fallito quello avvenuto lo scorso dicembre a Fara, che però si era trasformato in un vero e proprio furto in abitazione:

Dieci anni di reclusione: è la condanna inflitta ieri pomeriggio (giovedì) in tribunale a G.P., il cinquantenne senza fissa dimora ritenuto responsabile del brutale pestaggio

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di G.P., senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto

Erano due protagonisti dello spaccio nei boschi del Novarese, uno nella zona di Gozzano, l’altro in quella di Oleggio. Facevano parte di un più vasto gruppo di pusher di origine marocchina che da oltre dieci anni opera al confine con le province di Varese e Milano. Sono stati condannati in

Insulti, minacce, schiaffi, continui richiami al rispetto delle tradizioni, con impossibilità di uscire liberamente da sola e obbligo di consegnare lo stipendio al marito. Due anni di vessazioni casalinghe quelli denunciati in questura nel febbraio 2023 da una ventisettenne di origine indiana, arrivata a Novara dopo un matrimonio combinato in

Assolta anche nel secondo processo per peculato: non si è appropriata di soldi del teatro approfittando del suo ruolo di incaricata di pubblico servizio. Anzi, per i giudici, lei non avrebbe avuto nemmeno quel ruolo. Ribaltando la condanna a 3 anni e 2 mesi di reclusione inflitta due anni fa

Perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e volere al momento dei fatti. L’ha chiesta la procura di Novara, in incidente probatorio (anticipo di prova da utilizzare pienamente nel futuro processo), nelle indagini per il tentato omicidio avvenuto lo scorso 5 gennaio in viale Piazza d’Armi: quella mattina D.M.,

Stavano probabilmente andando a rifornire i “colleghi” pusher nei boschi dello spaccio a Gozzano, zona tristemente nota per essere diventata un market degli stupefacenti. Erano in tre, a bordo di una Nissan Juke presa a noleggio, provenienti dalla Lombardia. Sono incappati in un controllo dei carabinieri del Norm di Arona,

Si presenta in caserma raccontando di una rapina con pistola, un viaggio forzato fino a Trecate e un misterioso liquido che lo avrebbe fatto addormentare.
Ma le telecamere e i dettagli poco credibili fanno crollare la versione

«Mi piacerebbe vedere il tuo cervello schizzare sulle pareti». Questa la minaccia che l’uomo, impugnando una pistola ad aria compressa (arma di libera vendita), aveva detto in alcune occasioni alla compagna e anche al più grande dei figli. Una delle tante minacce, perché nel corso degli anni, rientrando spesso ubriaco,

Un tentativo di truffa fallito quello avvenuto lo scorso dicembre a Fara, che però si era trasformato in un vero e proprio furto in abitazione: il truffatore era stato smascherato dalla coppia di anziani presi di mira con la tecnica del finto carabiniere incaricato di controlli ma prima di andarsene

Dieci anni di reclusione: è la condanna inflitta ieri pomeriggio (giovedì) in tribunale a G.P., il cinquantenne senza fissa dimora ritenuto responsabile del brutale pestaggio avvenuto lo scorso 24 marzo all’interno di una palazzina dell’ex caserma Passalacqua di viale Ferrucci, ai danni di un clochard. E’ stato giudicato con rito

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di G.P., senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto il 24 marzo dello scorso anno all’interno di una palazzina dell’ex caserma Passalacqua di viale Ferrucci, ai danni di un clochard. Gli viene contestato il