Tra le giocatrici che hanno militato nella Igor Volley Novara nella stagione 2025/26 c’è anche Giulia Melli, schiacciatrice classe 1998. L’avventura della banda mantovana, tuttavia, si è conclusa dopo un anno, con la giocatrice che non è stata confermata nel roster biancazzurro e che il prossimo anno vestirà una casacca diversa.
Questa stagione a Novara è però stata molto importante per Giulia, che ha avuto modo di crescere e di far parte di un fantastico gruppo di ragazze, che unite hanno affrontato le tante difficoltà di una stagione ricchissima di impegni e sfide di alto livello.
In questa intervista, registrata pochi giorni prima del suo addio alla Igor Volley Novara, Melli si racconta dentro e fuori dal campo, con la simpatia e l’entusiasmo che da sempre la contraddistinguono.
Si parte parlando della stagione 2025/26 e dei risultati raggiunti da Novara: «Penso che possiamo dirci soddisfatte di questa stagione. Sento tante opinioni contrastanti, alcuni dicono sia stata un’annata positiva, altri che avremmo potuto fare meglio… Si può sempre fare di meglio, quello sicuramente, ma abbiamo iniziato la stagione in salita, con molti infortuni, e credo siamo state molto brave a sopperire alle mancanze che ci sono state. Quindi il bilancio per me è positivo: siamo riuscite ad arrivare al quarto posto e a qualificarci per le coppe il prossimo anno, che era l’obiettivo che ci eravamo prefissate. Poi abbiamo fatto parecchi sgambetti alle big… per cui direi che in generale siamo soddisfatte».
Gli infortuni hanno sicuramente complicato l’avvio di stagione delle zanzare, costrette da subito a giocare a ritmi altissimi tra tutte le competizioni. «Il livello del campionato italiano si alza ogni anno. Abbiamo giocatrici internazionali come Gabi, Zhu, la stessa Tolok… Gente che la sua la dice parecchio. Senza dimenticare la nostra Nazionale, che ha vinto un’Olimpiade e il Mondiale. Le stelle del campionato nostrano sono di altissimo livello. Lottare ogni anno e confrontarsi con loro è uno stimolo pazzesco, poi ovviamente quando qualche infortunio si mette di mezzo dà fastidio e rompe le scatole».
Proprio per questo c’è qualche rammarico: «Il fatto è che sai che potresti affrontare queste squadre in maniera completamente diversa, e sei costretto invece ad adattarti, a cercare soluzioni per sopperire a queste mancanze. Per cui ti viene da pensare: “Cavolo, avremmo potuto fare molto di più, giocare questa partita in condizioni completamente diverse… Chissà come sarebbe andata”».
La città e il gruppo squadra: l’avventura di Melli a Novara
Melli è approdata all’ombra della Cupola di San Gaudenzio dopo aver militato per tre anni nel Roma Club. Il passaggio dalla capitale a Novara, però, non è stato così traumatico: «Tutti me ne avevano parlato malissimo, quindi ero partita molto prevenuta! Pensavo: “Oh no, sto andando in una città buia”! Poi io sono di Mantova, quindi il nord a livello meteorologico lo conosco benissimo, però ero a Roma da diversi anni e mi ero acclimatata sui miei dieci gradi di minima. A febbraio già si faceva qualche pranzettino al mare, per dire. Però ho trovato una bella città, niente da dire: la gente è molto carina, sempre sorridente. Mi sono proprio divertita quest’anno».
A Novara Giulia ha anche ritrovato una sua vecchia conoscenza: Veronica Costantini, compagna di squadra nella stagione 2024/25. Avere un volto conosciuto nello spogliatoio ha sicuramente aiutato: «Sì, anche se in verità la metà delle ragazze le conoscevo già, da altre squadre o dalle Nazionali giovanili. Cambi la conoscevo dal Volleyrò, Bonifacio appunto dalle Nazionali… Quest’anno, come gruppo, mi sono trovata benissimo».
Una curiosità: come si fa quando all’interno dello spogliatoio ci sono quattro “Giulie”? «Ah, con me è facile: io sono Mella, penso ormai lo sappia tutto il mondo! Per il resto è facile: è tutto un “Giuli Leo”, “Giuli Carraro” e Giuli Dena”. Un unico insieme!»
Cucina, viaggi e speranze per il futuro: Giulia Melli fuori dal campo
Dal campo alla vita di tutti i giorni: c’è una passione su tutti che Melli coltiva quando ha qualche giorno libero. «Quest’anno pochetti, perché giocando ogni tre giorni era più un sopravvivere e boccheggiare tra una trasferta e l’altra! Scherzi a parte, a me piace tantissimo cucinare, e quest’anno ogni tanto riuscivo ad invitare a cena le ragazze: in un modo o nell’altro ce la facevamo sempre. Quella è sicuramente la mia passione più grande».
Ma non solo cucina: «Vorrei continuare a viaggiare, che è l’altra mia grande passione». Una passione, quella del viaggio, che si deve purtroppo scontrare con la realtà che stiamo vivendo: «Sono un po’ lungimirante per questa guerra, devo dire che mi fa parecchia paura. Spero che questi conflitti finiscano il prima possibile, da un lato certamente per tornare a viaggiare, dall’altro per tutte le persone che stanno soffrendo. Questa, nel breve termine, è la mia speranza».







