Tra le tante giocatrici arrivate la scorsa sessione di volleymercato a Novara c’è un nome che spicca su tutti per curriculum e palmarès: quello di Giulia Leonardi. Approdata in biancazzurro dopo due anni a Firenze, la classe ’87 ha subito ricoperto il ruolo di vice capitano, dando sempre il massimo quando chiamata in causa e aiutando le zanzare in diverse sfide chiave di questa lunga stagione.
Dall’emozione per il primo derby del Ticino in maglia biancazzurra alla passione per i viaggi: Leonardi si racconta dentro e fuori dal campo, con l’entusiasmo che da sempre la contraddistingue.
Da poco rientrata dopo uno stop fisico, Leonardi è stata subito chiamata in causa nel doppio confronto con Chieri, a causa dell’infortunio di De Nardi in gara 1. Giulia ha però risposto subito presente, sfornando due grandi prestazioni: «Sì, sono rientrata ora da questo infortunio che mi ha tenuto lontana dai campi per tre settimane, cosa che per me è molto difficile da superare… Ma sono contenta, perché sono riuscita a recuperare un po’ prima di quello che ci si aspettava. E menomale, aggiungerei, visto quello che è successo! Sono stata subito messa in campo, quindi sono contenta».
Novara viene dalla bella vittoria fuori casa con Chieri in gara 2 dei quarti di finale play-off, un successo importante in vista del prosieguo della stagione. «Era importantissimo finire in due gare, così da avere tempo di riposare in vista delle semifinali. Sono veramente felice perché Chieri quest’anno ha fatto davvero un bel campionato e giocano una pallavolo davvero ottima. Fuori casa non è mai facile, ma in quel palazzetto lì è particolare, anche perché molte di noi non ci avevano mai giocato. Non era affatto scontato, come si è visto dal risultato: alla fine è bastata una palla in più per vincere. Quello che mi rende più contenta è che siamo rimaste fredde nel momento giusto, chiudendola come ci eravamo dette di fare».
Battere Chieri in due gare non è facile, certo, ma ora arriva una parte forse ancora più difficile: la semifinale contro Conegliano. Un incrocio in cui le zanzare dovranno dare il tutto per tutto, cercando di approfittare del calendario fitto delle pantere: «Conegliano è una squadra abituata a vincere, lo sappiamo bene. Dalla Coppa Italia in poi ha ritrovato una grande condizione fisica, quindi servirà prepararle molto bene. Sarà importante recuperare da tutti gli acciacchi, e soprattutto approfittare del fatto che loro debbano ancora giocare partite, mentre noi abbiamo una settimana intera per preparare le gare, cosa mai successa prima quest’anno. Insomma, cercare di sfruttare anche le piccole cose. Poi vedremo: ogni partita è a sé».
La stagione biancazzurra secondo Leonardi
Ma com’è stata la stagione della Igor per Giulia Leonardi? Qual è la sua valutazione su quest’annata? «Per me è stato bello, innanzitutto, tornare a vivere le coppe, cosa che non avevo più fatto dopo la gravidanza. È vero però che sei super impegnato, e infatti abbiamo avuto qualche acciacco fisico che ci ha messo un po’ in difficoltà in termini di classifica, anche se abbiamo avuto quel recupero bellissimo del quarto posto nel finale di stagione. Però penso che bene o male tutti gli obiettivi siano stati centrati. L’unico rammarico è la semifinale di Coppa Italia. Il 3-0 non è mai un risultato bello da digerire, vero che Conegliano in semifinale ha battuto anche Scandicci per 3-0, ma rimane quell’amaro in bocca da “potevamo fare di più”».
Parlando di rammarichi di quest’annata, non si può non parlare della sfida di ritorno contro Scandicci di Champions League, in cui le zanzare hanno perso 4-1 al golden set. «Avevamo una grande occasione, è vero. Ma c’è anche da dire che è stato tanto merito dell’altra squadra, perché ha fatto veramente una partita incredibile».
La stagione biancazzurra, però, non è certo da buttare: «Nel complesso direi che Novara, tra tutte le competizioni, si è tenuta sui suoi livelli, bene o male gli obiettivi sono stati centrati. L’unico peccato è che forse si poteva fare qualcosina di più».
Riavvolgendo il nastro, il destino sembra aver voluto fare uno scherzo a Leonardi. Giocatrice simbolo di Busto Arsizio, in cui ha militato per sette anni (dal 2011 al 2015 e dal 2018 al 2021), la prima al Pala Igor della classe ’87 è stata proprio contro le farfalle biancorosse, nel suo primo derby del Ticino vissuto sponda biancazzurra. «Appena arrivata ero molto emozionata: sai, quando hai sempre giocato da avversario in questo palazzetto, e poi sempre gare importanti, visto che Busto e Novara erano sempre tra le prime… È stato molto emozionante. Poi a me questo palazzetto qui è sempre piaciuto tantissimo, da sempre, fin dai tempi di Urbino. È fatto, il tifo è molto sportivo, c’è un bel clima… Sono contenta di quella gara perché siamo riuscite a vincere una partita che non era affatto scontata. Poi giocare contro una squadra così importante per me dall’altra parte è stato molto bello».
Vita da mamma, viaggi e obiettivi: Giulia Leonardi fuori dal campo
Si sa, nella vita di un’atleta professionista il tempo libero è sempre molto risicato. Ma lo è ancora di più se, come Leonardi, a casa si è anche mamma: «Verissimo! In particolare quest’anno. Il poco tempo libero l’ho passato soprattutto con mio figlio, che è la mia assoluta priorità. D’inverno faccio fatica a regalarmi spazi anche per me, mentre invece d’estate è più semplice. Il mio grande hobby, a cui non riesco a rinunciare, è giocare a beach volley, e cerco sempre di ritagliarmi il tempo per quello perché mi diverte molto».
Giocare a beach volley non è però l’unica passione di Giulia: «Mi piace cucinare dolci, e un’altra cosa che adoro è viaggiare, scoprire posti nuovi. Anche all’interno di una città: una Novara, una Milano… Insomma, cercare posti sempre diversi». Diverse le mete che Leonardi è pronta a scoprire: «Io e mio marito stiamo guardando per l’Algarve, in Portogallo. Poi facciamo sempre una settimana in Calabria, una a Formentera (ma fuori stagione!), e poi qualche weekend, qualche fuga dell’ultimo minuto!»
Parlando dei prossimi obiettivi, Leonardi ha le idee chiare, dentro e fuori dal campo: «Mi mancano tre esami per laurearmi in Giurisprudenza. Sai com’è, ogni volta ti dici “questo è l’anno giusto”, poi tra coppe, figlio e tutto il resto non trovi mai il tempo. Quando finirà la stagione quello lì sarà il primo obiettivo. Sportivamente parlando: non lo dico, ma penso che sia chiaro l’obiettivo delle prossime partite!»







