Dalle giovanili alle esperienze in giro per l’Italia e l’Europa, fino al ritorno all’ombra della cupola di San Gaudenzio: il reparto centrale della Igor Volley Novara ha riabbracciato, lo scorso anno, Veronica Costantini. Classe 2003, Costantini si è da subito distinta per le qualità in campo e la personalità, messe in mostra anche contro avversari proibitivi in Champions League. La giocatrice si racconta dentro e fuori dal campo, parlando delle emozioni vissute al suo ritorno a Novara e al suo esordio in Champions, con l’entusiasmo di una giovane campionessa.
Una stagione dai ritmi frenetici per la Igor Volley, che da subito si è ritrovata a dover giocare ogni tre giorni. Tra momenti positivi e altri un po’ più negativi, per Costantini i presupposti per fare bene ci sono tutti: «Credo che con un calendario così fitto sia normale avere alti e bassi, ma finora abbiamo ottenuto ottimi risultati, anche contro squadre molto forti. Direi che le basi per buoni propositi, in vista dell’anno nuovo, ci sono tutte!»
Costantini è una delle giocatrici approdate a Novara nell’ultima sessione di volleymercato, ma il suo, in realtà, è stato un ritorno. La giovane centrale aveva già vestito la maglia azzurra dal 2019 al 2022, prima tra le fila delle giovanili e poi in prima squadra. A tre anni di distanza dall’ultima volta, ecco che per la classe 2003 è arrivata di nuovo la chiamata della Igor: «Diciamo che non ho faticato a dare una risposta! Fin da subito avevo le idee chiare. Qui ho passato gli anni delle giovanili, ho fatto un anno di prima squadra, ho fatto gli ultimi tre anni di superiori… Sono stati anni importanti, anche perché ho tutti i miei amici qui. Tornare a giocare al Pala Igor è stata un’emozione incredibile: ci sono tornata l’anno scorso come avversaria, ma quest’anno, quando sono rientrata, ho sentito da subito aria di casa. Sono subito stata molto felice di questa decisione».
Nei tre anni di distanza da Novara, Costantini ha avuto modo di fare parecchia esperienza, fra Talmassons (2022-24), Roma (2024-25) e Spagna, al Ciutadella (2025): pochi anni, ma con step chiari e un percorso in continuo crescendo. «Sono stati anni molto concentrati, e l’anno scorso ho anche avuto il “doppio impegno”, avendo giocato prima a Roma e poi in Spagna, nella mia prima esperienza all’estero. Ho calcato l’A1, l’A2… Sì, in pochi anni sono riuscita a fare molte cose, che è un po’ la mia personalità: mi piace fare parecchio per cercare di arricchire il mio bagaglio personale». Proprio in Spagna è arrivata l’ultima esperienza di Costantini lontana dal Piemonte, la prima all’estero, quando la giocatrice aveva appena 21 anni: «Inizialmente ero un po’ spaventata. Sai, la prima esperienza all’estero, cultura nuova, campionato nuovo… non sai mai come approcciarti. Ma è un’esperienza che io porto nel cuore e continuo a ripensare alla Spagna, perché mi ha lasciato dei bellissimi ricordi. Sono stati bravissimi, mi hanno accolto subito a braccia aperte e mi hanno fatto sentire parte della squadra e di una grande famiglia. Posso considerare anche quella casa! Poi è stato bello entrare a contatto con una cultura diversa, oltre che con dei sistemi di gioco diversi: uno magari non ci pensa, però ho avuto modo di testare anche sul campo qualcosa di differente. Anche quello è stato molto interessante».
Nel reparto delle centrali, durante l’assenza di Costantini, le cose sono cambiate parecchio. C’è però stata una costante: Sara Bonifacio, presente al primo anno di Veronica in prima squadra e oggi capitano della Igor Volley di Lorenzo Bernardi. «Ritrovare Sara è stato bellissimo. Ho un piccolo aneddoto: io e lei eravamo compagne di palla a coppie all’epoca, e al primo allenamento di quest’anno, quando c’era da fare palla a coppie, io e Sara ci siamo guardate e ci siamo dette: “Ritorno?”. Così siamo di nuovo compagne d’allenamento! Sara è un mio grande punto di riferimento, anche sul campo, dato che gioca nel mio stesso ruolo. Cerco di vedere quello che fa e di imitarla il più possibile, perché oltre ad essere una bellissima persona è anche una grandissima giocatrice».
Costantini ha anche avuto modo di esordire nello starting six di quest’anno, nel big match di Champions League contro il Fenerbahce: «Quando ho saputo che sarei scesa in campo non ho provato nient’altro che adrenalina pura! Entrare in campo da titolare contro una squadra con delle giocatrici così forti… Mi ricordo che quest’estate guardavo Vargas e pensavo: “Cavolo, come tira forte!”. Ho avuto adrenalina fino alla sera stessa, perché dopo la partita ho fatto fatica ad addormentarmi. Quello è stato un grande test, per cercare di capire il livello della squadra tanto quanto il mio. Poi è stato bellissimo giocare in Champions League al Pala Igor, davanti a un palazzetto pieno». Un esordio reso ancora più dolce dall’aiuto delle compagne di squadra: «Ho sentito fin da subito il calore delle mie compagne, che mi hanno aiutato non dato dal punto di vista emotivo quanto da quello tecnico, visto che ci siamo aiutate tanto anche in campo. Penso che questa sia la forza di questo gruppo: oltre che essere unite fuori, anche in campo ci diamo sempre una mano e cerchiamo di aiutarci nei momenti di difficoltà».
Fuori dal campo, Veronica si concentra soprattutto sulla carriera universitaria: «Sono al terzo anno di psicologia. Spero di laurearmi l’anno prossimo, ora mi manca ancora qualche esame. Per il resto, nel tempo libero, mi piace guardare film e serie tv, oltre che passare il tempo con la mia famiglia. Appena ho un attimo torno a casa, oppure mi vengono loro a trovare. Anche per loro Novara è un punto di riferimento, se così si può dire: hanno vissuto qui nei tre anni in cui ero qui a studiare, quindi hanno il bar di riferimento, il ristorante di riferimento… Per loro è sempre un piacere venire qui».
Costantini ha chiari gli obiettivi per questa stagione: «Ovviamente raggiungere grandi risultati con questa squadra, e continuare a migliorarmi per diventare una giocatrice di Serie A1 con grande esperienza». Ma non solo pallavolo: Veronica ha infatti fissato quelli che saranno i risultati da ottenere fuori dal campo. «Voglio laurearmi, e proseguire il percorso di studi con la magistrale di psicologia. L’idea è quella di fare psicologia dello sport, perché è un ambito che mi ha sempre affascinato e che secondo me è importane tanto quanto l’aspetto fisico, avendolo vissuto anche io in prima persona. In un futuro, quindi, mi piacerebbe aiutare altre giocatrici!»







