La rottura c’è, è evidente, ma forse non è ancora irreparabile. È questo il messaggio politico più sottile, e forse più rilevante, lanciato dal ministro Paolo Zangrillo durante il suo passaggio a Novara in occasione della convention organizzata dal Circolo delle Imprese. Il Ministro e coordinatore regionale di Forza Italia, pur difendendo la scelta di puntare sul civico Roberto Minera a Trecate, ha voluto sottolineare che i canali con Lega e Fratelli d’Italia non sono interrotti. Anzi: la partita per un centrodestra unito è ancora aperta.
«La posizione ufficiale è che il centrodestra gioca per vincere e dobbiamo creare le condizioni per farlo. Forza Italia ha individuato un profilo con le caratteristiche per una campagna dove possiamo esprimere il nostro pensiero e i nostri valori, ma stiamo ragionando con gli alleati» ha dichiarato il ministro, smorzando i toni di chi vedeva ormai consumato un divorzio irreversibile.
«Margini di recupero? Assolutamente sì»
«Margini di recupero? Assolutamente sì. La soluzione non è “vince uno o vince l’altro”, ma trovare una sintesi in cui tutti si riconoscano» ha aggiunto il coordinatore regionale del partito. Parole che suonano come un invito al tavolo delle trattative, rivolto a chi, negli ultimi giorni, ha alzato le barricate. Zangrillo ha ribadito che «l’unità del centrodestra è un valore di cui tenere conto».
Se la porta è aperta, però, non lo è incondizionatamente. Il ministro fissa un paletto chiaro: l’unità è un mezzo per governare bene, non un fine da perseguire a tutti i costi se porta alla sconfitta. «L’unità è un valore, ma non fino alla morte», ha precisato. «Se ci sono le condizioni per correre insieme, questa è la prima opzione. Ma noi giochiamo per vincere». Tradotto: Forza Italia è disposta a ricucire, ma non a rinunciare a un candidato che ritiene vincente (Minera) solo per logiche di bandiera. La “sintesi” auspicata da Zangrillo sembra aver trovato terreno fertile nella compagine del centrodestra: «Non abbiamo ancora concluso il ragionamento e stiamo lavorando a una sintesi in cui tutti si riconoscano. Ho registrato nelle ultime ore che ci sono le condizioni per arrivare a una soluzione condivisa» ha aggiunto.
La strategia: convincere, non imporre
L’approccio “possibilista” di Zangrillo sposta la questione dal piano dello scontro a quello del metodo. «Noi abbiamo fatto una proposta e individuato un profilo che ci sembra avere le caratteristiche giuste», ha detto riferendosi a Minera. Ora la palla passa agli alleati: la sfida lanciata dagli azzurri non è “o noi o voi”, ma “troviamo insieme la strada migliore per vincere”. «A Trecate va trovato chi garantisce di allargare il consenso, come abbiamo fatto in Regione», ha aggiunto il senatore Roberto Rosso, confermando che la linea è quella del dialogo, purché pragmatico.
In definitiva, se Trecate sembrava fino a ieri il teatro di una guerra civile nel centrodestra, le parole di Zangrillo trasformano lo scenario in una complessa, ma ancora viva, partita a scacchi. Dove lo scacco matto, sperano gli azzurri, non lo farà la divisione, ma la “sintesi”.







