Trecate, strano asse Criscuolo–Sacco: divisi su tutto, uniti contro Minera

A Trecate la campagna elettorale si sta polarizzando su un asse inaspettato: non solo la tradizionale contrapposizione centrodestra contro centrosinistra, ma un doppio fronte: civico di destra e progressista che finisce per colpire nello stesso punto. Il bersaglio è uno solo: il candidato del centrodestra unito Roberto Minera.

Da una parte Rosa Criscuolo, candidata civica di area conservatrice, dall’altra Raffaele Sacco con la sua coalizione di centrosinistra. Due mondi lontani, ma con parole, accuse e perfino richiami agli elettori sorprendentemente simili. Due corpi politici diversi, ma – almeno su questo – un’unica anima.

La stessa accusa: «Poltrone e vecchia politica»

Il punto di contatto più evidente è la critica alla natura della coalizione che sostiene Minera. Criscuolo parla senza mezzi termini di «trasformismo allo stato puro», di «caccia al candidato» e di un sistema che punta solo a «garantirsi un posticino». Dipinge un centrodestra attraversato da tensioni interne, con incarichi – a partire da quello di vicesindaco – promessi a più soggetti ancora prima del voto.

Dall’altra parte, il centrosinistra usa toni diversi ma contenuti quasi sovrapponibili. Gli esponenti della coalizione di Sacco parlano apertamente di «spartizione delle poltrone», di «incarichi assegnati d’ufficio» e di un progetto civico rivelatosi «uno specchietto per le allodole».

Il lessico cambia, la sostanza no: per entrambi, il progetto di Minera sarebbe guidato più dagli equilibri interni che da una visione per la città.

Il nodo del civismo (che non convince)

Altro punto di convergenza: la critica al presunto civismo della proposta di Minera. Criscuolo sottolinea come le liste civiche siano state «travasate e utilizzate per riempire gli spazi vuoti delle liste di partito» svuotando di senso il progetto originario. Sacco e i suoi alleati parlano invece di «abbandono definitivo del percorso civico» e di ritorno alle logiche dei partiti.

Anche qui, la fotografia è identica: un progetto nato come civico e poi ricondotto dentro le strutture tradizionali.

Instabilità e «già visto»: il passato che ritorna

Sia Criscuolo che Sacco insistono su un altro elemento: la continuità con il passato amministrativo.

Per la candidata civica (comunque sostenuta dall’ex sindaco per nove anni Federico Binatti), Minera rappresenta «la solita vecchia politica» e una coalizione che rischia di produrre «instabilità permanente». Per il centrosinistra, invece, si tratta di «uno schema già visto», fatto di «stessi nomi, stesse dinamiche e stessi equilibri» che hanno portato la città a crisi politiche e commissariamento.

Due narrazioni che si sovrappongono nel messaggio finale: cambiano le etichette, ma non la sostanza.

Anche l’appello agli elettori è lo stesso

La somiglianza diventa quasi speculare nel passaggio finale: l’appello al voto. Criscuolo invita i cittadini a «voltare pagina per dare una vera opportunità di crescita». Sacco e i suoi usano parole quasi identiche e invita i trecatesi a «cambiare davvero le cose» facendo «una seria analisi e dando fiducia a chi è credibile e ha in mente il futuro della nostra città».

Entrambi costruiscono la campagna su una contrapposizione netta: da una parte il passato, dall’altra una proposta nuova. Con una differenza politica evidente – ma con una struttura narrativa praticamente sovrapponibile.

Coalizzati (senza dirlo) contro Minera

Il risultato è una dinamica singolare: Criscuolo e Sacco restano avversari diretti, ma finiscono per muoversi in parallelo, costruendo un attacco convergente contro Minera. Non è un’alleanza, né potrebbe esserlo., ma è una coincidenza politica che pesa nella campagna: due fronti opposti che, di fatto, rafforzano la stessa linea critica.

In una corsa a tre, almeno per il momento – questo può cambiare gli equilibri. Perché mentre il centrodestra tradizionale prova a compattarsi attorno a Minera, gli altri due candidati – pur divisi – parlano agli elettori con un messaggio che, su un punto chiave, è lo stesso. E cioè che la vera partita a Trecate non è solo tra destra e sinistra, ma tra continuità e cambiamento.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore