Il centrodestra trecatese prova ad accendere i motori della campagna elettorale per le amministrative di primavera, ma – ancora una volta – pare fermo al palo. La riunione di ieri sera tra i segretari provinciali dei tre partiti (Massimo Giordano per la Lega, Gaetano Nastri per Fratelli d’Italia e Diego Sozzani per Forza Italia) si è chiusa con una nuova fumata nera: nessun nome condiviso, nessuna sintesi politica. E soprattutto un nodo che continua a tenere tutto bloccato: la discontinuità.
È un déjà-vu. A metà dicembre Roberto Minera aveva ufficializzato la disponibilità a fare da candidato sindaco “di sintesi” per l’area, ma con condizioni nette: rottura totale con l’ultima amministrazione, in particolare con il duo Federico Binatti – Rosa Criscuolo (ex xsindaco ed ex assessora) e con alcuni ex componenti della giunta caduta. Una linea ribadita più volte anche da Sozzani, che non ha nascosto una valutazione critica sull’ultima esperienza amministrativa.
La “domanda” di FdI e le 24 ore in più: politica o tattica?
La novità di queste ore è che, dal confronto di ieri sera, Fratelli d’Italia avrebbe chiesto (di nuovo) tempo: altre 24 ore per capire da Minera “cosa voglia dire per lui discontinuità”. Tradotto: una richiesta di definizione che, letta politicamente, suona come un tentativo di spostare il baricentro dal nome al perimetro. E fa anche un po’ sorridere, perché la discontinuità – almeno nelle dichiarazioni pubbliche – Minera l’ha già scritta a caratteri cubitali: Binatti e Criscuolo fuori dalle liste e fuori dalla partita.
Il punto è che, proprio qui, Fratelli d’Italia appare il partito più intrappolato: da un lato la difficoltà (o la non volontà legittima peraltro) di mettere in soffitta Binatti e Criscuolo e l’area che ancora la rappresenta; dall’altro la consapevolezza che Minera, a Trecate è un nome riconoscibile e popolare, già in campo con una macchina elettorale avviata.
Minera: «Non mi sposto. Non è vendetta, è politica»
«Dopo la riunione di ieri sera non mi ha contattato nessuno dei segretari, Nastri compreso. Ma se la domanda è sulla discontinuità, la mia risposta è sempre la stessa: non mi sposto dalla mia posizione. E non è una vendetta personale, è una scelta politica» dichiara Minera. E Forza Italia? «Se sposerà la mia linea – aggiunge – sarò ben felice di farmi sostenere, insieme a chi vorrà. Altrimenti andrò avanti con le mie civiche: io rivendico la mia indipendenza, oggi sono sostenuto da tre liste civiche – una porta il nome di Giorgio Capoccia – e non ho mai nascosto la mia ispirazione di centrodestra. Ma non intendo farmi commissariare».
Il rischio vero: due candidati e centrodestra dimezzato
Se la frattura restasse aperta, lo scenario diventerebbe quello che nel centrodestra si teme sempre, ma che spesso finisce per materializzarsi: due candidati separati, due pezzi di elettorato che si cannibalizzano, e un vantaggio potenziale per chi arriva più compatto.
Ed è qui che torna sullo sfondo Rossano Canetta, vicesindaco della giunta decaduta, rimasto finora nel limbo: già in autunno aveva dichiarato l’ambizione di essere il candidato unitario del centrodestra. Se l’asse Minera-discontinuità continuasse a spaccare, Canetta potrebbe tentare di rientrare come terza via (magari su Lega e FdI) oppure essere definitivamente messo all’angolo, a seconda di come i partiti decideranno di giocare la prossima mossa.
La vera domanda: 24 ore per capire o per prendere tempo?
A questo punto il quesito non è tanto se bastino 24 ore a chiarire il concetto di discontinuità, ma se queste 24 ore servano a FdI per decidere se può davvero rinunciare ai suoi ex protagonisti oppure se puntare anche su di loro e accettare il rischio di andare divisi al voto, consegnando la campagna elettorale a una resa dei conti interna più che a un progetto unitario per la città.







