La scissione che cambia gli equilibri: nella destra novarese inizia la lunga marcia verso il 2027

Il terremoto politico che si è abbattuto questa mattina su Fratelli d’Italia non è soltanto l’ennesima scossa nella geografia già movimentata del centrodestra locale. È un segnale politico molto più profondo: una sfida aperta alla leadership che negli ultimi anni ha costruito e governato il partito in provincia, con possibili ripercussioni non solo sugli equilibri interni ma anche sulla stabilità della coalizione che sostiene il sindaco Alessandro Canelli.

I tre consiglieri comunali che hanno annunciato la nascita di Alleanza Novarese hanno cercato di delimitare il perimetro della rottura: fedeltà al partito nazionale guidato da Giorgia Meloni, critica radicale alla gestione locale. Una linea che politicamente può sembrare rassicurante, ma che dal punto di vista formale presenta una contraddizione evidente. Lo statuto di Fratelli d’Italia, infatti, è piuttosto chiaro: l’articolo 3 stabilisce che l’appartenenza al partito è incompatibile con la partecipazione a movimenti o gruppi politici alternativi. Tradotto: chi sceglie di dar vita a una nuova formazione, anche se continua a dichiararsi vicino alla linea nazionale, di fatto si pone automaticamente fuori. Una conseguenza che con ogni probabilità sarà valutata anche dagli organismi disciplinari.

La rottura, dunque, è politica prima ancora che formale. Ed è una rottura che arriva in un momento delicato, perché il partito in città è identificato, nei fatti, con la leadership del senatore Gaetano Nastri: non il coordinatore locale, ma è indiscutibilmente il punto di riferimento politico attorno a cui negli anni si è costruita la presenza di Fratelli d’Italia nel territorio. E proprio contro questo assetto si è concentrato il cuore dell’attacco.

Le parole più taglienti sono arrivate da Maurizio Nieli, che ha posto una domanda sulla candidatura nel listino della consigliera regionale Daniela Cameroni. Un interrogativo volutamente provocatorio che ha spostato lo scontro dal terreno politico a quello personale, aprendo un fronte che difficilmente potrà essere ricomposto. Va però ricordato che Cameroni non è una figura estranea al partito: milita in Fratelli d’Italia dal 2013 ed è stata eletta dagli iscritti nella segreteria provinciale. Un elemento che rende lo scontro ancora più significativo perché investe direttamente i meccanismi di selezione della classe dirigente.

Se sul piano politico la frattura è evidente, sul piano istituzionale i tre consiglieri hanno cercato di rassicurare la maggioranza: sostegno al sindaco Canelli fino alla fine del mandato. Una promessa plausibile, ma allo stesso tempo è difficile immaginare che la nuova formazione si limiti a un ruolo notarile nelle sedute del consiglio comunale: con questa mossa, infatti nel Gruppo misto siedono quattro consiglieri, compresa l’ex leghista Francesca Ricca. In quattro, dunque, diventano, di fatto, un vero e proprio gruppo consiliare capace di incidere nel dibattito e di mettere pressione politica alla maggioranza ogni volta che se ne presenterà l’occasione.

La partita, però, non si gioca soltanto dentro palazzo Cabrino. Tra i presenti alla conferenza stampa c’era anche Luigi Laterza, presidente del comunale a Borgomanero, consigliere provinciale, ma soprattutto braccio destro dell’assessora regionale Marina Chiarelli. Ed è proprio qui che la vicenda assume un ulteriore livello di complessità. All’interno del partito – ma non solo – c’è chi interpreta la nascita di Alleanza Novarese come una manovra che potrebbe avere un retroterra politico più ampio. Chiarelli ha già preso le distanze dichiarando di non sapere nulla dell’operazione. Resta però un dato politico difficile da ignorare: se il suo collaboratore più vicino era seduto al tavolo a contestare apertamente il partito di cui lei stessa fa parte, una spiegazione prima o poi dovrà arrivare.

Sul tavolo resta anche il nodo di Trecate, dove la crisi del partito si è già consumata nelle scorse settimane. Alla conferenza stampa erano presenti l’ex sindaco Federico Binatti e la candidata Rosa Criscuolo, oggi in corsa come indipendente dopo aver atteso invano un segnale dal suo ormai ex partito per guidare la coalizione.
Voci di corridoio riferiscono che a fine febbraio la segreteria nazionale avrebbe posto a Binatti un aut aut molto netto: dissociarsi dalla candidatura di Criscuolo oppure considerarsi fuori dal partito. Una vicenda che ha reso ancora più evidente quanto la frattura locale si intrecci con dinamiche che arrivano fino ai vertici nazionali.

Il risultato è un quadro politico in pieno movimento. Per il senatore Gaetano Nastri la nascita di una nuova formazione alla sua destra è inevitabilmente un passaggio delicato che apre una fase nuova negli equilibri del centrodestra novarese. Dal senatore, almeno per ora, nessuna presa di posizione pubblica. Una scelta che sembra dettata dalla volontà di non alimentare lo scontro nell’immediato, lasciando che la vicenda trovi una sua definizione nelle sedi politiche e di partito.

Perché se è vero che oggi Alleanza Novarese nasce come gruppo consiliare, è altrettanto evidente che lo scontro che si è aperto riguarda qualcosa di più grande: la leadership politica della destra novarese e la partita, ben più pesante, delle elezioni del 2027. In altre parole, la resa dei conti è appena iniziata.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore