A febbraio aveva affermato di aderire al progetto politico del generale Roberto Vannacci, a metà marzo di averci ripensato e di essere tornato tra le fila di Fratelli d’Italia, questa mattina di sostenere la candidatura a sindaco di Roberto Minera. Ora Giorgio Ingold scioglie definitivamente le riserve e annunciato di essere candidato con FdI proprio a sostegno di Minera.
Una scelta che arriva al termine di un percorso politico tutt’altro che lineare e che lo stesso Ingold prova a ricondurre a una logica amministrativa più che di appartenenza. Lo fa con una lunga lettera rivolta ai trecatesi, dai toni a tratti paternalistici, in cui rivendica la necessità di «fare chiarezza su un percorso che negli ultimi mesi è stato spesso oggetto di discussione».
«Cari trecatesi – esordisce – sento il bisogno di scrivervi come cittadino, prossimo a impegnarmi nuovamente nelle prossime elezioni comunali con la lista di Fratelli d’Italia a sostegno di Roberto Minera, per fare chiarezza su un percorso che negli ultimi mesi è stato spesso oggetto di discussione. «Si è parlato molto dei miei posizionamenti politici, del mio sostegno a Giorgia Meloni e della stima che nutro per il Generale Vannacci. Sono convinzioni che non rinnego, ma credo sia giunto il momento di fare una distinzione netta: la politica delle grandi coalizioni nazionali è una cosa, la cura della nostra città è un’altra» prosegue.
È qui che Ingold prova a costruire la sua giustificazione politica: mettere tra parentesi le dinamiche nazionali per concentrarsi su Trecate. «Nelle mie scelte recenti ho messo da parte le logiche di partito per ascoltare solo una voce: quella di Trecate».
Ma il passaggio più politico resta quello dedicato alla gestione degli ultimi anni: «Dobbiamo avere l’onestà di riconoscere che troppo spesso la gestione della nostra Trecate è stata ostaggio di personalismi e gelosie». Un riferimento che, pur senza nominarli, sembra rivolto direttamente alle fratture interne all’amministrazione guidata dall’ex sindaco Federico Binatti e alla candidatura alternativa di Rosa Criscuolo, sostenuta anche dal movimento di Vannacci.
Nel merito, Ingold si muove su temi classici: sicurezza, casa, vivibilità. «I cittadini devono sentirsi tutelati nelle proprie abitazioni, senza il timore di occupazioni abusive». E ancora: «È necessario assicurare equità nell’assegnazione delle case popolari».
Non manca una visione di medio periodo: «Immagino una Trecate più dinamica, capace di attrarre giovani», fino all’obiettivo di «un nuovo polo sportivo all’avanguardia entro il 2031».
La chiusura è un endorsement pieno al candidato del centrodestra: «Credo fortemente che l’uomo giusto sia Roberto Minera».
Sul piano politico, però, il passaggio di Ingold pesa soprattutto negli equilibri interni al centrodestra trecatese, ancora segnato da divisioni profonde. E attorno alla sua scelta che circola anche una voce che aggiunge un ulteriore livello di lettura: secondo alcuni ambienti politici locali, il sostegno a Minera sarebbe accompagnato dalla prospettiva di un ruolo da vicesindaco in caso di vittoria. Un’ipotesi che al momento non trova conferme ufficiali, ma che potrebbe contribuie a spiegare questo nuovo posizionamento.







