Delmastro a Novara tra polemiche e ingresso dal retro: chiusura del sì al referendum in clima blindato

È arrivato, ma senza parlare con i giornalisti. E soprattutto senza passare dall’ingresso principale. La presenza del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro a Novara, per la chiusura della campagna per il sì al referendum sulla giustizia, è stata fino all’ultimo incerta. Per tutto il pomeriggio di ieri, infatti, si erano rincorse voci su una possibile assenza, alimentate anche dal clima politico acceso degli ultimi giorni e dalle polemiche che lo hanno coinvolto. Voci che, alla fine, si sono rivelate infondate.

Delmastro è arrivato all’hotel Europa, sede dell’iniziativa organizzata dal Comitato per il sì insieme e da Fratelli d’Italia, ma lo ha fatto evitando accuratamente l’esposizione pubblica: ingresso e uscita dal retro della struttura, lontano da telecamere e manifestanti.

In largo San Lorenzo, a pochi passi dall’hotel, si erano infatti radunati alcuni manifestanti, una trentina di persone con bandiere e cartelli. Hanno chiesto ripetutamente le dimissioni del sottosegretario, contestandolo per le vicende che lo hanno recentemente visto al centro dell’attenzione nazionale.

Un clima che però non è mai entrato nella sala dell’incontro. In prima fila sedevano i volti che contano del partito: dal senatore Gaetano Nastri, alla vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino – coinvolta nelle vicende con lo stesso Delmastro – al coordinatore cittadino Daniele Andretta, fino ai consiglieri regionali Daniela Cameroni e Gianluca Godio, e altri amministratori locali. Una presenza compatta, che ha dato all’evento più i contorni di una riunione politica che di un’iniziativa pubblica sul referendum.

A colpire è stata soprattutto un’assenza: quella dell’assessora regionale Marina Chiarelli, inizialmente tra le promotrici dell’incontro e presente nella prima locandina dell’evento. Dopo il “pasticcio” organizzativo che aveva portato al cambio di sede, orario e impostazione dell’iniziativa, Chiarelli non si è presentata all’hotel Europa, scegliendo di partecipare a un altro appuntamento al Teatro Faraggiana.

Sul piano nazionale, Delmastro è arrivato a questo appuntamento in un momento particolarmente delicato. Le polemiche sono note e riguardano la sua partecipazione, con una quota societaria, a una realtà imprenditoriale insieme alla figlia Miriam del boss della criminalità organizzata Mauro Caroccia, oltre alla presenza nella compagine societaria di esponenti politici del suo stesso partito, tutti provenienti dalla provincia di Biella.

Una vicenda che ha alimentato il dibattito politico negli ultimi giorni, con l’opposizione all’attacco e la difesa arrivata anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di “leggerezza”, escludendo però qualsiasi forma di connivenza e definendo il caso estraneo al tema del referendum sulla giustizia.

Nel suo intervento, Delmastro ha evitato qualsiasi riferimento diretto alla vicenda. Nessuna risposta alle contestazioni, nessun accenno alle polemiche. Il focus è rimasto interamente sul referendum, con toni decisi e un’impostazione fortemente politica: «Tutti uguali davanti alla legge, anche i magistrati che sbagliano», ha ribadito, insistendo sulla necessità di responsabilità per gli errori giudiziari.

Un discorso portato avanti senza cedimenti, davanti a una platea peraltro già convinta. Fuori, intanto, le proteste si consumavano a distanza. Dentro, il confronto non è mai entrato.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore