Comitato Vannacci a Novara, Giuliano guida la nuova destra: identità, slogan e marcata appartenenza

Nasce anche a Novara il Comitato costituente politico Futuro Nazionale, espressione dell’area del generale Roberto Vannacci. A guidarlo sul territorio è Raimondo Giuliano, figura già nota nella politica cittadina, con un passato amministrativo e giudiziario che ne ha segnato il percorso pubblico.

Ex assessore all’Istruzione nella giunta di centrodestra guidata da Massimo Giordano, Giuliano è stato poi consigliere comunale di minoranza, rimanendo attivo nell’area della destra novarese tra Alleanza Nazionale, Pdl e successivamente nell’orbita di Fratelli d’Italia.

Il suo nome è legato anche ad alcune vicende giudiziarie. Nel 2013 è stato coinvolto in un procedimento per abuso d’ufficio che ha comportato, in primo grado, la sospensione dalla carica per 18 mesi in applicazione della legge Severino. Più rilevante, sotto il profilo politico, l’inchiesta sul cosiddetto “voto di scambio” legata alle elezioni comunali del 2011: in quel procedimento gli veniva contestata la corruzione elettorale, vicenda poi chiusa in Appello nel 2021 con la dichiarazione di prescrizione del reato.

Tra i promotori del comitato compare anche Pasquale Fierro, militare, scrittore e promotore culturale, che si presenta come addetto stampa, pur non essendo giornalista. Presente anche Rosanna Sirica, consulente stragiudiziale e presidente dell’associazione “Ridiamoci un sorriso”, impegnata nel sostegno alle donne vittime di violenza.

È però soprattutto il tono del comunicato di lancio a segnare la cifra politica dell’iniziativa. Il testo, evidenziato di nero, insiste su una rappresentazione fortemente marcata dell’appartenenza, sia nella forma – con l’uso sistematico delle maiuscole – sia nei contenuti, dove l’adesione viene descritta come scelta «dell’unica destra possibile», definita “VITALE” e scandita in un acrostico: «Virtù, Identità, Tradizioni, Amore, Libertà, Eccellenza».

Una costruzione lessicale e simbolica che privilegia parole d’ordine e richiami valoriali, con un’impostazione che punta più alla mobilitazione che alla proposta concreta. Il ricorso a slogan, l’uso di categorie assolute e l’idea di una sola destra legittima delineano un impianto comunicativo che richiama modelli politici fortemente assertivi e una tradizione retorica fondata su appartenenza, gerarchia di valori e semplificazione del confronto.

Nel comunicato si parla di «percorso politico concreto» e di volontà di costruire «un dialogo diretto con i cittadini», indicando Novara come una città «che merita nuove prospettive». Ma, al di là delle dichiarazioni, è soprattutto lo stile del messaggio a offrire una prima chiave di lettura del progetto: più identitario che programmatico, più orientato alla definizione di un campo che alla costruzione di contenuti.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore