PA e fornitori: nel novarese i Comuni saldano in tempi sotto la media nazionale

PA e fornitori: i Comuni del novarese hanno tempi di pagamento sotto la media nazionale. Lo dice la rilevazione dall’Osservatorio per le Micro e Piccole Imprese di Confartigianato Piemonte dal titolo “Analisi tempi di pagamento dei Comuni piemontesi nei primi 3 trimestri del 2020”, su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Secondo lo studio i Comuni della Provincia di Novara pagano in media a 26 giorni (contro una media nazionale a 36 giorni) e rientrano pertando nel 49,9% degli enti locali piemontesi che rispettano la scadenza a 30 giorni, fissata nel 2013 da una direttiva europea.

Stesse tempistiche anche in provincia di Vercelli e tra gli enti con termini di pagamento più contenuti figura anche Cuneo con una media a 31 giorni.

Secondo Confartigianato «solo 2 territori piemontesi su 8 rientrano nella classifica nazionale tra le Province con Comuni più virtuosi (che pagano entro 30 giorni). Impiegano mediamente un maggior numero di giorni per effettuare pagamenti i Comuni della Provincia di Alessandria (57) e di Asti (56). Nel mezzo troviamo i Comuni della provincia di Torino 43 giorni, di Biella 35 giorni e del Verbano 33 giorni».

E a livello regionale «in media, nei primi tre trimestri del 2020, a fronte di un importo totale di 1,6 miliardi di euro di fatture ricevute, i Comuni piemontesi hanno pagato 1,3 miliardi di euro, mediamente in 40 giorni».

Dati complessivi a cui l’associazione di categoria guarda con occhi preoccupati: «I ritardi relativi al saldo delle fatture a imprese e professionisti da parte delle Amministrazioni locali sono di particolarmente gravità – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – in quanto ci troviamo nel pieno della crisi da pandemia che ha portato il 32,3% delle imprese piemontesi in crisi di liquidità. Vedere come la maggioranza dei Comuni del Piemonte non rispetti il diritto delle imprese ad essere pagate in tempi certi, è come recitare, per loro, il ‘de profundis’. Le imprese non possono essere trattate come bancomat, auspichiamo quindi che le Amministrazioni locali rientrino nei termini di legge e onorino i propri debiti».

«Come ripetiamo da anni, la soluzione contro i ritardi e per rispettare il diritto delle imprese ad essere pagate in tempi certi – aggiunge Felici – sarebbe quella di applicare la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori nei confronti dello Stato. Comprendiamo come ci siano ancora tante difficoltà finanziarie e organizzative, ma non tolleriamo che a farne le spese siano sempre le imprese».

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