Novara nel programma culturale delle Olimpiadi con la mostra al castello

Nel programma dell’Olimpiade Culturale legata a Milano Cortina 2026, a Novara c’è una tappa che parla la lingua dell’arte e dell’identità nazionale. È la mostra allestita nelle sale del castello “L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata”, curata da Elisabetta Chiodini, che accompagna il visitatore in un viaggio dentro la costruzione dell’Italia unita, dal 1860 al terzo decennio del Novecento.

L’esposizione, organizzata come ogni anno da METS Percorsi d’Arte insieme al Comune di Novara e alla Fondazione Castello, è inserita ufficialmente nel calendario dell’Olimpiade Culturale, il programma diffuso che, in tutta Italia, affianca i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con iniziative dedicate a cultura, patrimonio e sport.

Visitabile fino al 6 aprile, la settima edizione della rassegna cambia prospettiva rispetto agli anni passati: non una corrente pittorica, non un movimento specifico, ma un affresco corale dell’Italia postunitaria. Il percorso si snoda in sette sezioni tematiche distribuite in dieci sale, con 72 opere di 53 autori provenienti da importanti collezioni pubbliche e private. Pittori appartenenti a scuole regionali diverse, linguaggi differenti, sensibilità lontane tra loro che, insieme, compongono il ritratto di un Paese che sta imparando a riconoscersi.

È l’Italia che nasce, che si divide, che si trasforma. L’Italia delle città che crescono, delle campagne che cambiano, della borghesia che si afferma, delle tensioni sociali che emergono. Un’Italia che si riflette negli sguardi intimi e domestici de La lettura di Sottocornola, e nella tensione civile di Venduta! di Morbelli, opera già amata nelle precedenti edizioni.

Qui la pittura diventa documento storico, ma anche racconto emotivo. Non illustra semplicemente un’epoca: la fa sentire viva, concreta, quotidiana.

La novità di quest’anno è legata anche alle Olimpiadi. Come aveva sottolineato il presidente di Mets, Paolo Tacchini, alla vigilia dell’inaugurazione lo scorso 31 ottobre, l’inserimento nel programma culturale di Milano Cortina ha suggerito di costruire un progetto capace di raccontare la nostra storia a un pubblico internazionale.

Negli anni scorsi le esposizioni al castello avevano già registrato una discreta presenza di visitatori stranieri. Con i Giochi alle porte, questo numero potrebbe essere destinato a crescere. E allora questa mostra diventa anche una chiave di lettura: un modo per spiegare l’Ottocento italiano a chi arriva da fuori, offrendo attraverso l’arte una comprensione profonda delle radici del Paese.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore