“Le parole che restano”: al castello nasce il Manifesto della parola femminile delle giornaliste novaresi

Le parole che restano. Un titolo che è già una dichiarazione d’intenti. Venerdì 6 marzo alle 18, al castello di Novara, l’assessorato alle Pari opportunità del Comune e il Circolo dei lettori promuovono una serata che mette al centro la forza, la responsabilità e la memoria delle parole. La cornice è quella della Sala delle Mura, luogo simbolico della città e sempre più spesso teatro di iniziative culturali che intrecciano memoria civile e attualità.

Un progetto semplice e, allo stesso tempo, profondamente politico nel senso più alto del termine: costruire un documento collettivo a partire dalle frasi scritte da chi, ogni giorno, lavora con le parole. Giornaliste novaresi che hanno scelto di interrogarsi sul senso del proprio mestiere, sulla responsabilità del raccontare e sulla necessità di non arretrare di fronte alla complessità.

Una ventina di frasi comporranno il “Manifesto della parola femminile”, che verrà proiettato e “fatto nascere” pubblicamente nel corso della serata. Non un testo calato dall’alto, ma una trama di voci diverse, cucite insieme dall’esperienza, dalla pratica quotidiana dell’ascolto e della scrittura.

Le letture accompagneranno il pubblico in un percorso letterario che attraversa secoli e sensibilità diverse: un itinerario che intreccia sguardi femminili e maschili, narrazioni intime e riflessioni civili, autobiografia e romanzo, saggio e manifesto: dalla visione pionieristica di Christine de Pizan, che nel Quattrocento immaginava uno spazio simbolico per la dignità delle donne, fino alla scrittura essenziale e spietata di Annie Ernaux, Premio Nobel 2022, capace di trasformare la memoria personale in memoria collettiva.

La serata sarà dedicata alla memoria delle giornaliste novaresi Valeria Balossini e Cristina Meneghini, che hanno lasciato un segno nel panorama dell’informazione locale.

A dare voce ai testi saranno l’assessora alle Pari opportunità Giulia Negri, insieme alle colleghe assessore e consigliere comunali di Novara.

Ad accompagnare la serata saranno le giovanissime violiniste Sara Gaboli e Valentina Targa. La musica dialogherà con le parole, aggiungendo un ulteriore livello emotivo a un evento che vuole essere insieme riflessione pubblica e gesto collettivo.

“Le parole che restano” non è soltanto un appuntamento culturale. È un invito a fermarsi, ad ascoltare, a riconoscere il peso e il valore di ciò che diciamo e scriviamo. Perché le parole possono ferire, ma possono anche costruire.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore