Giornata della Memoria, Novara si ferma davanti alle pietre d’inciampo

Stamattina la cerimonia ufficiale e «Novara e la Shoah» di Anna Cardano al centro del percorso di memoria

Novara si ferma, oggi 27 gennaio, per ascoltare il peso della storia. La Giornata della Memoria 2026 non è soltanto una ricorrenza sul calendario, ma un tempo sospeso in cui la città torna a interrogarsi su ciò che è stato, su ciò che è accaduto anche qui, tra queste strade.

Alle 11, in piazza Santa Caterina da Siena, si svolge la cerimonia commemorativa ufficiale. Un luogo che non è scelto a caso: davanti alle due pietre d’inciampo dedicate ad Amadio Jona e Giacomo Diena, ebrei novaresi deportati e uccisi nei campi di sterminio, la memoria assume una dimensione concreta, quasi fisica. I saluti istituzionali apriranno il momento pubblico, seguito dall’intervento di Mattia Busti, consigliere della Comunità Ebraica di Vercelli-Novara. Il cuore della mattinata sarà affidato alla relazione storica «Antisemitismo: Memoria e Responsabilità» di Anna Cardano, che invita a guardare al passato non come a un capitolo chiuso, ma come a una responsabilità ancora viva.

La musica, linguaggio che sa dire l’indicibile, accompagna e amplifica questo percorso. Questa sera, alle 20.45, all’auditorium del Conservatorio, il tenore Blagoj Nacoski e il pianista Luca Ciammarughi eseguiranno il Winterreise di Franz Schubert, un viaggio interiore segnato da solitudine e spaesamento, che risuona con forza nel giorno della memoria. Poco dopo, alle 21, il Teatro Faraggiana ospiterà il Concerto della Memoria della scuola di musica Dedalo, all’interno della rassegna “Musica in scena”: orchestra e solisti, voci recitanti e la regia di Christian Pascolutti per intrecciare suono e parola, storia e coscienza.

Il calendario degli appuntamenti prosegue nei prossimi giorni, allargando lo sguardo all’approfondimento storico e letterario. Giovedì 29 gennaio, alle 18, alla Biblioteca Negroni, Bruno Maida presenterà «Non si è mai ex deportati», la biografia di Lidia Beccaria Rolfi, in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza. Lunedì 2 febbraio, alle 18, la Fondazione Lucrezia Tangorra ospiterà la presentazione del libro «Carlo Angela e il segreto dei matti» di Alessandro Ferrari, in collaborazione con Anpi Novara.

Un posto centrale in questo percorso è occupato dal lavoro di Anna Cardano e dal suo libro «Novara e la Shoah». Attraverso documenti d’archivio, articoli dell’epoca e testimonianze, il volume ricostruisce come antichi pregiudizi e stereotipi abbiano favorito anche a Novara l’applicazione delle leggi razziali, trasformandosi in una macchina amministrativa di persecuzione dei diritti e, infine, delle vite. Il libro pone domande che restano aperte: come reagì la città agli arresti del 19 settembre 1943? Quale ascolto ebbero gli ebrei sopravvissuti dopo la Liberazione? E che cosa resta oggi di quella memoria?

Non a caso, le presentazioni del volume attraversano il territorio e le scuole, seguendo un calendario fitto e diffuso: mercoledì 28 gennaio a Suno (ore 10, Comune con la Scuola Media, piazza Ricci), giovedì 29 gennaio a Cameri (ore 21, Comune–Biblioteca), venerdì 30 gennaio a Pogno (ore 21, Comune–Biblioteca) e venerdì 30 gennaio a Novara (ore 10, Istituto Tecnico Economico “Mossotti”). Il percorso proseguirà martedì 3 febbraio a Bellinzago (ore 21, Comune–Biblioteca) e si concluderà venerdì 6 febbraio a Fondotoce, alla Casa della Resistenza (ore 17.30). Un calendario che porta la Shoah fuori dalle commemorazioni rituali, affidandola allo studio, al confronto e alle nuove generazioni.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore