Mercoledì 4 febbraio alle 21 al Teatro Faraggiana di Novara va in scena uno spettacolo che è insieme ritorno alle origini e dichiarazione d’identità artistica: Risveglio di primavera non è soltanto un classico del teatro di fine Ottocento: per la compagnia PoEM – Potenziali Evocati Multimediali è il testo da cui tutto è cominciato.
La compagnia nasce alla fine del 2021 dall’incontro di un gruppo di giovani attori diplomati alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino nel giugno dello stesso anno. Con loro, due guide che sono rimaste tali anche oltre il percorso formativo: Gabriele Vacis alla regia e Roberto Tarasco per allestimento e scenofonia. Accanto a PoEM, la produzione di Artisti Associati Soc Coop.
In scena sono in nove: Andrea, Edoardo, Enrica, Erica, Gabriele, Letizia, Lorenzo, Lucia, Rafaella. «Siamo quasi una classe, e in verità lo siamo stati», raccontano. E proprio da quell’esperienza comune nasce la scelta di trasformare un saggio di diploma in un progetto artistico stabile.
Un testo che parla di scuola, ragazzi e scoperta
Scritto tra il 1890 e il 1891, Risveglio di primavera è un testo che, a distanza di oltre un secolo, conserva una forza sorprendente. Racconta l’adolescenza, il rapporto con la scuola, il confronto con l’autorità, la scoperta del corpo, della sessualità, delle paure e delle domande che gli adulti spesso non vogliono o non sanno ascoltare.
Quando Vacis lo propose agli allievi come lavoro di diploma, la reazione fu unanime: stupore. «Ma veramente? Ma quand’è che è stata scritta questa cosa?». La sensazione era quella di trovarsi di fronte a un “teen drama” ante litteram, capace di parlare con una lingua contemporanea pur arrivando da un altro secolo.
Dal saggio alla compagnia
Quello che era nato come un esito didattico si è trasformato in un atto fondativo. PoEM sceglie proprio questo testo come primo terreno comune, come radice della propria identità.
Il nome stesso della compagnia richiama un’idea di teatro che unisce parola, corpo, suono e tecnologia. La “scenofonia” curata da Tarasco diventa parte integrante della narrazione, mentre la regia di Vacis lavora sull’energia del gruppo e sul senso di coralità, trasformando quella dinamica di “classe” in linguaggio scenico.
Un classico che parla ancora al presente
A più di centotrent’anni dalla sua scrittura, il testo di Wedekind continua a interrogare il presente: il rapporto tra giovani e adulti, tra educazione e libertà, tra conoscenza e censura.
E forse è proprio questo il motivo per cui, per PoEM, questo spettacolo non rappresenta un punto di arrivo, ma un nuovo inizio: il ritorno a quel momento in cui, leggendo per la prima volta quelle pagine, si sono chiesti increduli quanto potessero essere ancora attuali.
Mercoledì 4 febbraio alle 21, al Teatro Faraggiana, il pubblico troverà in scena non solo un testo fondamentale del teatro europeo, ma la storia di una compagnia che, da una classe, ha scelto di diventare comunità artistica.







