Con l’avvio, oggi, del ciclo “Conferenze al Castello”, la mostra “L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata” – ospitata al castello di Novara fino al 6 aprile – aggiunge un nuovo livello di lettura: quello del confronto pubblico, tra storia, diritto e architettura, per interrogare da più prospettive l’Italia che nasce tra Ottocento e primi del Novecento.
La rassegna è promossa da METS Percorsi d’arte e Fondazione Circolo dei Lettori di Novara, con Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori delle Province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola e con l’Ordine degli Avvocati di Novara. Gli incontri si svolgono nella Sala delle Mura del Castello e sono pensati come appuntamenti “a corredo” dell’esposizione curata da Elisabetta Chiodini: un percorso che, a partire dai ritratti e dai documenti del tempo, racconta la costruzione di una nazione e dell’immaginario collettivo che l’ha accompagnata.
Si parte oggi con la curatrice
Ad aprire la rassegna, giovedì 15 gennaio alle 18, sarà proprio Elisabetta Chiodini con l’incontro “Come eravamo. Ritratto dell’Italia dei primi italiani”, presentato come un viaggio “a zig zag” tra le sale della mostra: un modo per entrare dentro l’esposizione seguendo fili narrativi, dettagli e contrasti di un Paese giovane, ancora in cerca di una fisionomia comune.
Il calendario: storia, processi, città e diritti
Il ciclo prosegue giovedì 29 gennaio alle 18 con lo storico e scrittore Marco Scardigli e la conferenza “Italia 1860-1900: il difficile parto di una nazione”, dedicata alle fratture – sociali, economiche e culturali – che hanno segnato i primi decenni dell’Italia unita.
Giovedì 12 febbraio alle 18 l’attenzione si sposterà sul rapporto tra giustizia e racconto pubblico con Massimiliano Nerozzi, giornalista del Corriere della Sera, e l’incontro “La spettacolarizzazione del processo penale”: un tema attuale, letto attraverso l’evoluzione del processo e della sua rappresentazione.
Spazio poi all’architettura come chiave identitaria: giovedì 26 febbraio alle 18 il professore del Politecnico di Torino Carlo Tosco parlerà di “L’architettura dell’Italia unita: storia e identità di una giovane nazione”, mentre giovedì 19 marzo alle 18 sarà la volta di Massimiliano Savorra (Università di Pavia) con “La dimensione politica dell’architettura: città, monumenti e istituzioni della nuova Italia”, per leggere come gli spazi pubblici e i simboli urbani abbiano contribuito a costruire una nuova idea di Stato.
Nel mezzo, giovedì 12 marzo alle 18, un incontro che mette insieme diritto e realtà sociale: “Lavoro minorile. Diritto e realtà a confronto”, con Giulia Ruggerone (presidente dell’Ordine degli Avvocati di Novara), l’avvocata Anna Maria di Marsilio e la psicologa Milena Dura.







